Il Tirreno

Grosseto

donne sotto scacco 

«Ti taglio la testa, bella» Minacciò e molestò la ex ora patteggia nove mesi

F.G.

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GROSSETO. Nove mesi e dieci giorni di reclusione con la sospensione condizionale della pena e la confisca di beni e somme di denaro per un valore di circa 180 euro. Nelle ultime dieci righe del dispositivo della sentenza di patteggiamento firmato dal giudice Sergio Compagnucci c’è la fine della relazione tra un uomo di 40 anni, grossetano, e la sua ex compagna che lo ha denunciato dopo che la sua vita, per tre mesi, si era trasformata in un incubo.

L’uomo, che non voleva saperne della fine della relazione con la sua x compagna, aveva infatti cominciato a perseguitarla, a minacciarla e a molestala. Fino ad arrivare a rinchiuderla nel suo appartamento, a sfilare le chiavi dalla porta e nasconderle. Sequestro di persona, il reato che il pm Anna Pensabene ha aggiunto a quello di stalking, quello di indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento e quello di danneggiamento.

Il nove novembre dell’anno scorso, l’uomo, era infatti entrato nell’appartamento della donna, in città: da lì, l’aveva fatta uscire soltanto la mattina dopo. Difeso dall’avvocato Giovanni Di Meglio, il quarantenne pochi giorni dopo, aveva inviato alcuni messaggi alla sua ex compagna: «Io ti taglio la testa, bella, non hai capito un c... vieni fuori e parla con me sennò stasera finisce male». Il messaggio alla donna, lo aveva mandato dopo essersi appostato davanti al posto dove la sua ex compagna lavorava. La donna non poteva uscire più liberamente, senza timore di essere seguita. Non poteva frequentare nessuno e aveva paura anche quando era al lavoro. La sera che l’uomo l’aveva rinchiusa in casa, aveva anche preso il Postepay intestato alla sua ex e lo aveva utilizzando prelevando 180 euro. Pochi mesi dopo, a gennaio, aveva danneggiato lo scooter della donna, al quale aveva spaccato il blocca sterzo, la corda dell’acceleratore e lo specchietto, e aveva portato via anche la manopola dell’acceleratore. La donna, esasperata, si era decisa a denunciarlo e il giudice aveva emesso un’ordinanza restrittiva nei suoi confronti.— F.G.

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