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Il progetto per i disabili è finito, la speranza è che arrivino altri fondi
ORBETELLO. Il progetto sociale si è intitolato “Il futuro siamo noi”, era finanziato dalla Regione Toscana e ha visto destinatari i giovani residenti nelle località delle Colline dell’Albegna. Per il momento si è concluso, ma la speranza dei promotori è che venga presto riattivato.
«Sono stati 3 anni intensi e di grande insegnamento per tutta la comunità delle Colline dell’Albegna», ha spiegato l’associazione Oltre lo Sguardo che ha gestito il progetto unitamente alla Coop Giocolare. «Abbiamo intrapreso un cammino importante e innovativo qui in Maremma, unico e di immenso valore per il futuro delle persone con disabilità. Per questo - evidenzia Elena Improta, presidente di Oltre lo Sguardo - ringraziamo l’Asl Toscana sud est e il Comune di Orbetello capofila della conferenza dei sindaci dell’Albegna».
«Siamo orgogliosi - dice la vicesindaca e assessora al sociale Chiara Piccini - dei risultati raggiunti soprattutto in questo ultimo anno con l’esperienza del co-housing/gruppo appartamento che ha ospitato 5 ragazze/i Federica, Fausto, Francesca, Alberto e Gessica. Sono cresciuti con noi, grazie a operatori e tecnici altamente specializzati, psicologi, educatori e counselor che li hanno accompagnati in questa nuova avventura». Un messaggio di gratitudine dal Comune di Orbetello e da Oltre Lo Sguardo al comitato della Cri Costa d’argento e al suo presidente Michele Casalini e a tutti i volontari che hanno dimostrato sensibilità e cura nei confronti dei giovani ospiti con disabilità dell’appartamento di Mura di Levante fornendo Dpi, generi alimentari e trasporto. «È stata anche per noi un’esperienza umana gratificante, unica e ci ha insegnato quale grande risorsa sia un semplice sorriso di questi ragazzi», ha detto commosso Casalini. «La pandemia ha penalizzato questi nostri cittadini rendendo ancor più fragile la loro condizione di persone con disabilità - conclude Piccini - Auspichiamo di contare ancora sui fondi nazionali sul Dopo di noi declinati alle Regioni affinché il Durante e Dopo di Noi non resti un progetto “spot” ma una realtà che possa offrire alle famiglie l’opportunità di costruire con le istituzioni locali un futuro sereno e dignitoso per i loro cari». —
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