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A Marsiliana il presepe è solidale con le donne
La tradizionale Natività quest’anno è ispirata alla condizione femminile Le offerte raccolte saranno devolute all’associazione Olympia de Gouges
Ivana Agostini
marsiliana. Ci hanno lavorato per due mesi, dal 16 ottobre al 16 dicembre. Hanno tagliato, incollato, creato. Si sono riuniti, nel rispetto delle norme anticontagio, dentro la chiesa.
Perché, per i presepisti del gruppo artistico Francesco Staiti non era pensabile un Natale, a Marsiliana, frazione di Manciano, senza il presepe.
Lo hanno fatto anche lo scorso anno molto più piccolo, sotto un gazebo, perché la chiesa era inagibile. E quest’anno, nonostante il virus, non sono voluti mancare e hanno voluto mandare un messaggio di rinascita.
«Il presepe di intitola Betlemme 2020 – spiega Alessandro Laurenti, l’anima del gruppo – e proprio quest’anno assume un significato ancora più forte: la nascita del Cristo deve essere il rinnovo della speranza e il presepe, quest’anno, serve più degli altri anni».
Ogni anno i creatori del presepe destinano le offerte che ricevono a un’associazione locale. Quest’anno i soldi raccolto andranno interamente all’associazione Olimpya de Gouges, che si occupa di aiutare le donne vittime di violenza.
«Vogliamo dimostrare la nostra vicinanza alle donne la cui presenza, anche all’interno del gruppo, è fondamentale per la creazione del presepe – dice Laurenti –. Anche dopo i recenti fatti di Capalbio (dove una donna è stata uccisa, accoltellata, dal marito lo scorso 9 dicembre) vogliamo sensibilizzare tutti all’importanza di questo tema».
Le donne e la loro condizione in alcune parti del mondo hanno ispirato il presepe. «L’ambientazione che abbiamo scelto quest’anno – dice l’artista – è la Palestina. Oltre a essere luogo simbolo per la nascita di Gesù lo abbiamo scelto dopo aver sentito il racconto di un missionario che ci ha spiegato la condizione della donna palestinese. Vorremo lanciare un messaggio di vicinanza, solidarietà a tutte le donne e vogliamo, per questo, dare anche un concreto contributo».
Il presepe resterà esposto fino al mese di febbraio. «Sappiamo che le persone non si possono spostare in questo periodo con facilità – dice ancora Laurenti – e quindi daremo la possibilità di vederlo sperano che le disposizioni, col passare del tempo, siano meno stringenti».
Un’opera destinata, dunque, a far riflettere, a sensibilizzare su un tema importante come la violenza contro le donne.
Alessandro ha un sogno nel cassetto: realizzare un presepe con le statue fatte a mano. Lui è un artista che sa anche scolpire il legno.
«È il mio sogno ma per fare le statue ci vuole tempo – dice – chissà, magari quando sarò in pensione».
Il presepe è stato inaugurato sabato alla presenza del vicesindaco di Manciano Luca Pallini, del parroco don Stefano Angeloni, dei presepisti e della comunità (almeno quei pochi ammessi secondo le regole anti-Covid).
«Ringrazio il Comune per la presenza e per il contributo che ogni anno ci dà, ringrazio don Stefano, presenza fondamentale, e ringrazio tutti coloro che hanno collaborato con me a questa realizzazione», conclude Alessandro Laurenti. —
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