Il presidio
Il giudice dice no all’esame dei tre uomini indagati
grosseto. Bernard Edickson Genao, Mor Diop Talla e Khadim Diakhate non saranno sentiti dal giudice per le indagini preliminari, che ha rigettato la richiesta di incidente probatorio formulata dai pm Giampaolo Melchionna e Giovanni De Marco, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di via della Pace, avvenuto la notte a cavallo tra il 23 e il 24 dicembre dell’anno scorso.
I magistrati avevano fatto questa richiesta per «consentire una puntuale ricostruzione dei fatti oggetto di contestazione e specificare ulteriormente le condotte contestate» prima che si svolga l’udienza preliminare fissata per il prossimo gennaio. «Non si configura alcun dato giustificativo dell’urgenza e indifferibilità della prova», scrive il giudice Giovanni Muscogiuri nell’ordinanza di rigetto, visto che si tratta innanzitutto di testimoni assistiti e che, essendo indagati nello stesso procedimento, sono già stati interrogati dai pm e dal giudice. Secondo il gip, «non sussistono fondati motivi di ritenere che tali persone - scrive ancora nell’ordinanza di rigetto - non potranno essere esaminate nel dibattimento per infermità o altro grave impedimento, né sussistono elementi concreti e specifici per ritenere che tali persone siano esposte a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o altra utilità affinché non depongano o depongano il falso».
Genao, che ha confessato, consentendo una puntuale ricostruzione dei fatti - per Muscogiuri - non avrà motivi per ritrattare o rendere falsa testimonianza, aggravando così ulteriormente la propria posizione. Talla e Diakhate invece, hanno apportato un contributo ritenuto modesto ed equivoco e che quindi, anche in sede di incidente probatorio, potrebbero aggiungere poco. —
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