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Addio Vincenzo, ucciso da un malore a 58 anni

Michele Nannini
Addio Vincenzo, ucciso da un malore a 58 anni

Mocellin faceva parte della loggia Stuparich e aveva lavorato alla costruzione della nuova sede: era attivo nel volontariato

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Michele Nannini

FOLLONICA. Si sono svolti ieri mattina i funerali di Vincenzo Mocellin, scomparso improvvisamente mercoledì scorso a 58 anni dopo aver accusato un malore nella notte ed essere ricoverato prima al primo soccorso di Follonica e poi al Sant’Andrea dove le sue condizioni sono precipitate.

Il nonno di Vincenzo si era trasferito a Follonica dalla Francia, dove si trovava per lavoro e che aveva raggiunto dal Veneto regione di origine della famiglia, negli anni ’40 del secolo scorso per lavorare nelle fonderie leopoldine in città, il padre Guido ha avuto per anni un laboratorio per la lavorazione del sughero e delle borre.

Molto conosciuto nella città del golfo dove viveva da sempre, Vincenzo era da soli sette mesi in pensione dopo aver lavorato a lungo alle acciaierie di Piombino. Grazie alla sua maestria e professionalità aveva acquisito con il passare degli anni una ricca esperienza che lo ha portato ad essere uno dei responsabili dell’impianto siderurgico.

Una delle sue passioni principali era il mare, soprattutto dopo aver concluso la sua avventura lavorativa il porto del Puntone era uno dei suoi punti di ritrovo principali, per curare la sua imbarcazione e per raggiungere le acque del golfo tanto che la barca in pratica per lui era diventata quasi come una seconda casa. Attivo anche nel mondo del volontariato follonichese amava passare molto tempo nel piccolo orto che curava con la madre Carmen de Plano, della quale negli ultimi mesi si prendeva particolarmente cura viste le sue precarie condizioni di salute. Da qualche anno Vincenzo Mocellin apparteneva alla loggia Giani Stuparich affiliata alla gran loggia d’Italia provincia di Follonica e Massa Marittima che ha espresso il suo cordoglio per l’improvvisa scomparsa.

Una delle attività preferite negli ultimi mesi è stata quella della costruzione della nuova sede della loggia, per Vincenzo è stato quasi come un secondo impiego visto che i lavori lo hanno impegnato a lungo ogni giorno fino al lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19. In tutti coloro che lo conoscevano Mocellin ha lasciato un ricordo di persona dalla grande disponibilità, con un forte senso di umanità e sempre pronto a mettersi al servizio degli altri per aiutare amici e conoscenti. Oltre alla madre Carmen lascia la compagna Loredana. Dopo i funerali e la cremazione le ceneri di Mocellin saranno disperse in mare di fronte alla casa gobba in fondo a via Roma dove era nato. —

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