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Biscottini al posto degli abbracci per un Natale un po’ inedito
Dopo le lezioni dei cuochi delle grandi emergenze a chef in erba sono pronte per essere consegnate tante confezioni di leccornie
piccoli gesti
Il dipartimento solidarietà emergenze toscano della Federazione italiana cuochi ha tenuto fede al proprio obiettivo e in questo periodo di feste, così anomalo senza i consueti abbracci, ha voluto testimoniare il proprio impegno con due iniziative giunte in questi giorni alla conclusione. L’associazione, che opera accanto alla protezione civile in caso di calamità con la gestione delle cucine da campo e nel sociale organizzando eventi gastronomici solidali, ha proposto nelle scorse settimane “Un volontario in cucina”, accendendo online i propri fornelli in un incontro virtuale che ha unito i bambini della Toscana in sei dirette dalla osteria La Bottega a Senzuno.
Il vice presidente regionale del dipartimento Michele Cocola con il responsabile provinciale Nicolò Dibello e Beatrice Tosi si sono messi all’opera spiegando ai bambini a casa come realizzare ricette e addobbi: le risate e la gioia dei piccoli, con le loro manine piene di impasto, si sono mescolati alla presenza sul web di ospiti per rallegrare le giornate di festa con profumi e aromi deliziosi.
Il secondo progetto, con il patrocinio del comune di Follonica, è “Un dolce natale” ed è nato in collaborazione con la Cri, la Caritas e la Vab della città del golfo; le associazioni distribuiranno nei prossimi giorni a famiglie selezionate i biscotti realizzati dai cuochi volontari del dipartimento, decine e decine di biscotti a forma di omino, stelline e albero di Natale decorati e incartati con cura e legati a dei morbidi pelouche per portare un po’ di serenità in questo anno così difficile durante il quale la tutela della salute ma anche del reddito delle famiglie sono state entrambe imprese complesse. Si tratta di piccoli momenti e piccoli gesti che il dipartimento emergenze spera possano allietare queste feste anomale. «Come ha detto madre Teresa di Calcutta – spiega Michele Cocola – non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel darlo». –
Michele Nannini
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