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Predatore uccide le pecore della consigliera Lesch

Ivana Agostini
Predatore uccide le pecore della consigliera Lesch

Le bestiole, Natale, Rosie,  Biancaneve e Orchidea,  erano animali di famiglia Si è salvata soltanto  la capobranco Fiorella 

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Ivana Agostini

manciano. Natale, Rosie, Biancaneve e Orchidea sono morte, forse di crepacuore. Non sono riuscite a resistere all’attacco dei predatori che sono piombati di notte dentro l’ovile dove stavano dormendo. Sono finite così le pecore di Hannah Lesch, consigliera comunale di Tradizione e futuro, segretaria del Pd di Manciano, che abita in campagna ai Poderi di Montemerano. Qui con la madre, Sabine Csampai, ex sindaca di Monaco, ha creato un paradiso green per animali e piante.

Quando ieri mattina la mamma di Lesch si è accorta di quanto era successo per le pecore non c’era più nulla da fare. «Sembra quasi che siano state cacciate, inseguite da qualche predatore che le ha fatte morire di crepacuore», dice Lesch.

Quello di Lesch e della madre non è un allevamento. «Con la lana delle nostre pecore facevamo tappeti e coperte di lana merino – racconta Lesch –. Dato che non le utilizzavamo né per il latte né per la carne avevamo scelto una razza particolare per via della lana».

Le pecore oltre che per la produzione della lana servivano a tenere bassa l’erba.

Del gruppo ne è rimasta solo una, la capobranco Fiorella.

Per Lesch è la sua mamma si tratta di una perdita anche affettiva. Ognuna delle pecore aveva un nome e una storia. «Orchidea era stata respinta dalla sua mamma – racconta la donna ancora sconvolta – e quindi l’abbiamo cresciuta con il biberon. Un Natale lo ha passato con noi nella casa di Montemerano perché era un agnellino piccolo e doveva stare al caldo. È terribile non essere riusciti a proteggerle da una morte così atroce». E poi, rivolta direttamente ai suoi animali, dice: «Siete state con noi per molti anni, avete riempito le nostre case di coperte e tappeti». Ieri un veterinario ha fatto un sopralluogo che ha confermato l’attacco di predatori. Uno dei tanti, purtroppo, che affliggono la Maremma, le colline e l’Amiata negli ultimi anni. —

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