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Schianto sulla provinciale: Sorano piange "Mario del Consorzio"
Il signor Nucci, 80 anni, era conosciuto da tutti. Ferito il guidatore dell'altro mezzo coinvolto nell'incidente
SORANO. «Mario ci faceva sempre ridere tutti, era di compagnia, era un vero mattatore. Pare impossibile che se ne sia andato così». A Sorano, ieri mattina, poco dopo le dieci, la notizia della morte di Redo Nucci, 80 anni, era già arrivata. Non c’è un errore nella prima frase che abbiamo scritto: Rado lo chiamavano tutti Mario, da sempre. «Per i soranesi era “Mario del Consorzio” - dice un amico - Il perché non lo so, ma di certo Mario lo conoscevano tutti e la sua morte per noi soranesi è un brutto colpo». Poco prima, alle 8,40, l’anziano era già sulla strada per tornare a casa, sulla provinciale che collega il capoluogo a San Quirico. Abitava a Cerreto e per una vita intera aveva mandato avanti il Consorzio agrario, dove da tutti i borghi e le frazioni arrivavano per comprare il materiale. Come ogni mattina, l’ottantenne era salito sulla sua auto e da Cerreto aveva raggiunto San Quirico: aveva comprato la colazione al bar in piazza, come ormai faceva da anni, aveva preso una copia del giornale e fatto due chiacchiere. Poi, a bordo della sua Peugeot 206 si era incamminato verso casa sua, a Cerreto, appunto. E come ogni mattina aveva fatto una breve sosta in una piazzola che si trova lungo la strada. Era una sorta di rito, quello, per Rado: si fermava, prendeva un po’ d’aria e dava una sfogliata alle pagine del giornale.
Ieri mattina però, quando ha cominciato la manovra per rientrare dalla piazzola sulla provinciale, c’era un furgoncino, un Fiorino Fiat che stava sopraggiungendo. Arrivava da Sorano: si è trovato la Peugeot 206 davanti all’improvviso e non ha fatto in tempo a evitarla. Al volante c’era Nicola Raffaelli, 56 anni di Pitigliano. L’impatto è stato violentissimo, proprio all’altezza dello sportello sinistro dell’abitacolo, proprio dov’era seduto Nucci.
Il cinquantaseienne è sceso subito dal furgone, nonostante anche lui fosse rimasto ferito nello schianto, per prestare soccorso all’anziano, le cui condizioni erano gravissime.
L’allarme è arrivato subito al 118 e ai vigili del fuoco. Quando i soccorritori sono arrivati sulla strada provinciale non c’era però più nulla da fare: Nucci era morto.
Raffaelli, nello schianto, aveva riportato un brutto trauma cranico, anche se era cosciente. È arrivato Pegaso che lo ha caricato e portato alle Scotte di Siena dov’è tuttora ricoverato.
Sulla provinciale sono arrivati anche i carabinieri e la polizia municipale del Comune di Sorano. Poco dopo sono stati avvertiti e sono corsi immediatamente il figlio di Rado Nucci, Giuseppe, medico in servizio a Bolsena e la moglie di Raffaelli.
Rado Nucci, “Mario del Consorzio”, era benvoluto da tutti e la notizia della sua morte ieri ha fatto il giro delle colline del Fiora. «Bastava passare al bar la mattina per incontrarlo - dicono gli amici di Cerreto e di San Quirico - e anche solo stare con lui pochi minuti metteva di buonumore. Aveva sempre la battuta pronta, era sempre allegro e riusciva a trasmettere questa emozione a tutti quelli che lo conoscevano». Rado aveva compiuto 80 anni un mese fa. Rimasto vedovo, aveva un unico figlio, Giuseppe, che vive e lavora a Bolsena. Prima della meritata pensione, aveva portato avanti con grandissima dedizione il Consorzio agrario che ben presto, sotto la sua guida, era diventato un punto di riferimento importante per tutta la zona. «Le sue battute erano sempre molto sagaci - dicono ancora gli amici - e la comunità soranese era legata a quell’uomo da un affetto autentico che resterà immutato anche dopo la sua scomparsa. Mancherà a tutti». La salma dell’uomo è stata portata all’obitorio, a disposizione della Procura. —
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