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Colosso agroindustriale investe in due tenute
Bonifiche Ferraresi ha due maxiprogetti per Il Cicalino e per Il Filetto, col suo allevamento di vacche di razza maremmana
MASSA MARITTIMA. Bonifiche Ferraresi, il più importante gruppo agroindustriale italiano quotato in borsa, ha pianificato importanti investimenti in Toscana e tra i progetti di sviluppo su cui sta puntando uno è quello di Massa Marittima.
In particolare Bf ha in programma investimenti di circa 100 milioni di euro – da dividere tra i progetti di Massa Marittima e della Val di Chiana oltre a quello che riguarda la digitalizzazione rurale – «con un incremento dell’occupazione diretta – spiegano – di oltre 80 unità, e di circa 150 nell’indotto».
Bf è arrivato soltanto recentemente in Maremma: prima con la tenuta Il Cicalino, azienda agricola entrata nel perimetro del gruppo all’inizio del 2020 e votata alle produzioni olivicole, e, soltanto dalla scorso ottobre, con la tenuta del Filetto dove si trova un allevamento di vacche maremmane.
Il progetto “crescita e comunità in Toscana” è stato illustrato ieri mattina nel palazzo della Regione Toscana. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, la presidente di Bf Rossella Locatelli, l’amministratore delegato di Bf Federico Vecchioni, il presidente della Toscana Eugenio Giani, l’assessore regionale all’economia, attività produttive, politiche del credito e turismo Leonardo Marras, l’assessora regionale all’agro-alimentare, caccia e pesca Stefania Saccardi e il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini.
Il Cicalino è una delle due aziende sulle quali Bf ha deciso di investire grazie alle circa 40mila piante di olivo ad alta produttività, distribuite tra i terreni di Massa Marittima e di Follonica, e all’attività agrituristica con un’offerta medio alta. Un’attività consistente: soltanto nel 2019 il Cicalino ha registrato presenze per oltre 15mila persone.
C’è poi la tenuta Il Filetto, entrata nel perimetro aziendale ad ottobre dopo che il gruppo si è aggiudicato un bando dell’Unione di Comuni Montana Colline Metallifere. È un’azienda nata come pubblica: l’allevamento del Filetto è attivo dal 1967 ed è stato gestito prima dall’azienda di Stato Foreste Demaniali e poi dalla Comunità Montana Colline Metallifere, in seguito divenuta Unione di Comuni Montana Colline Metallifere. Con il bando di ottobre Bf si è aggiudicata l’affidamento per fini agricoli e zootecnici del Filetto per 20 anni. Anche in questo caso Bf vuole puntare su sostenibilità e innovazione. Da questo punto di vista, spiega il gruppo, di particolare interesse è il progetto “Food Forest Farm”, pensato per valorizzare gli 850 ettari – dei circa mille complessivi della tenuta – composti da superfici forestali. L’iniziativa Food Forest Farm – nata per rendere produttivi, dal punto di vista agricolo e agronomico, luoghi caratterizzati da boschi e foreste che per loro natura sono a bassa produttività agricola – permetterà di recuperare arboricolture autoctone, incrementare la biodiversità e valorizzare i prodotti locali. Il tutto utilizzando un approccio definito «altamente innovativo e tutti gli strumenti dell’agricoltura digitale espressa dal gruppo dalla sua società Ibf Servizi».
Parallelamente, all’interno delle linee di sviluppo previste ed enunciate nel corso dell’evento, è stata illustrata l’intenzione del gruppo Bf di sviluppare un polo di allevamento biodinamico italiano dedicato alla razza maremmana. Si tratta di un progetto che consentirebbe quindi di valorizzare l’allevamento della razza maremmana della tenuta il Filetto già esistente. Il gruppo di bovini presenti nella tenuta conta ad oggi circa 100 capi allo stato brado. Il progetto permetterà inoltre di recuperare e riqualificare l’importante area pascolo.
Infine parte dell’area sarà dedicata alla ricettività turistica, a percorsi sensoriali, ma anche a percorsi di formazione per tutti i livelli – dalla scolarizzazione fino alla ricerca e alla formazione universitaria. —
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