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Abuso di metodi di correzione Educatrice del nido a processo
La donna, che ha 45 anni, si è dimessa alla fine dello scorso anno scolastico Era stata denunciata dal presidente della cooperativa che gestisce la struttura
grosseto
Piangeva a dirotto, perché si era ritrovata senza le mutandine in mezzo al refettorio dell’asilo, dopo essere stata lasciata 45 minuti senza il pannolone seduta sul vasino. Piangeva, dopo aver fatto la pipì per terra, mentre l’educatrice che avrebbe dovuto prendersi cura di lei, continuava a sgridarla. È uno degli episodi che il presidente della cooperativa che gestisce un asilo nido in un borgo della Maremma ha raccontato ai carabinieri. Aveva saputo che quell’educatrice di 45 anni utilizzava metodi che poco hanno a che vedere con l’educazione. Il primo a rivolgersi ai carabinieri è stato lui, poi, uno dopo l’altro, sono stati sentiti tutti i dipendenti della struttura, ai quali la donna imponeva anche di ignorare i loro pianti. Bambini di due e tre anni, che fino a luglio dell’anno scorso hanno avuto come educatrice la donna. La donna è accusata di abuso di metodi di correzione e il sostituto procuratore Anna Pensabene, che ha coordinato le indagini dei carabinieri, ha citato a giudizio la quarantacinquenne, difesa dall’avvocato Riccardo Guerra.
Sarebbero stati quattro i bambini sui quali la donna si sarebbe accanita, tre bambine e un maschio, tutti tra i due e i tre anni. Quest’ultimo, in un’occasione, sarebbe anche stato preso per i capelli. «Lo senti che fa male?», gli avrebbe urlato contro, dopo che il piccolo probabilmente aveva cercato di fare la stessa cosa su un altro bambino.
La piccola lasciata sul vasino per 45 minuti, era stata portata poi senza che le fosse stato rimesso il pannolone e le mutandine, nel refettorio dell’asilo. E lì, la donna le avrebbe lanciato contro un rotolo di carta igienica, minacciandola di metterla fuori nel cortile sotto 40 gradi. La bambina non ce l’aveva fatta più e aveva fatto la pipì per terra. In un’altra occasione, avrebbe lasciato un’altra piccolina sul passeggino per due ore, senza farla scendere, mentre un’altra volta, avrebbe tirato un calcio alla sedia sulla quale c’era una piccola. La bambina non è caduta perché è riuscita a tenersi stretta alla sedia con le manine. Quando poi qualcuno dei piccolini piangeva, la donna anziché consolarli, si metteva a urlare loro contro. «Sei cattiva, sei sciocca», ripeteva spesso alle sue piccole allieve. Questa drammatica situazione è andata avanti dal dicembre del 2018 fino a luglio del 2019, per un intero anno scolastico quindi.
Poi, quando il presidente della cooperativa che gestiva l’asilo ha scoperto quello che succedeva nella classe affidata alla donna, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri che hanno sentito come testimoni tutte le persone che lavoravano nell’asilo. Colleghi che hanno confermato quanto raccontato dal presidente della copperativa che si era fatto avanti per primo, aggiungendo altri particolari a questa orribile vicenda.
La donna, una volta finito l’anno scolastico, ha lasciato il suo posto di lavoro. Ora dovrà presentarsi davanti al giudice il primo giugno dell’anno prossimo per rispondere dell’accusa di abuso di metodi di correzione: rischia dai 15 giorni ai sei mesi di carcere. —
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