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Caos nei numeri Per la Regione i decessi sono 72, per l’Asl 7 in meno
grosseto
Continua il caos nella comunicazione dei numeri della pandemia, quella che avviene sul doppio canale della Regione e dell’Asl.
Ieri pochi minuti prima delle 14 la Regione ha comunicato tre decessi in provincia di Grosseto. Decessi che però non sono riportati nel report quotidiano dell’Asl: risalgono infatti ai giorni scorsi e sono tre. La questione non è di principio: secondo la Regione Toscana, infatti, il numero delle persone morte dopo essere state contagiate è 72, mentre seguendo il report dei decessi comunicati dall’Asl Toscana Sud Est alle 14 di ieri ci si fermava a 65 (in serata è arrivata la notizia della 66ª vittima). La differenza non è numerica: sono sette persone, con famiglie, affetti, con la loro storia che si sono perse nel nulla, tra tabelle fatte di numeri, incroci di dati e probabilmente codici.
Non va meglio nella comunicazione riservata ai sindaci, quella più specifica che contiene dati sensibili come nome e cognome, indirizzo e telefono, medico curante della persona positiva al Covid, e che serve ai sindaci per attivare quei servizi necessari a chi passa la convalescenza a casa.
«A Sorano abbiamo avuto almeno cinque persone positive al Covid che non ci sono mai state comunicate dalla Regione – spiega il sindaco Pierandrea Vanni –. Lo so perché le conosco personalmente, so che sono state contatti di positivi e che hanno contratto il virus. Ma non sono mai comparse nel report». Il report è consultabile su un portale al quale i sindaci accedono con lo Spid di terzo livello, ovvero inserendo la propria tessera sanitaria.
«Solo questa comunicazione – spiega Vanni – ci permette di attivare la raccolta di rifiuti speciale per chi ha il Covid oppure mandare la Protezione civile a portare cibo o medicine nel caso le persone non abbiano nessuno che le aiuta. E, altrettanto importante, serve per lper sapere come stanno. Io ai miei concittadini col Covid telefono ogni due o tre giorni per avere loro notizie, per sapere se hanno bisogno di qualcosa». La comunicazione ufficiale serve anche ad attivare eventuali controlli sul rispetto dell’isolamento. Insomma, non una cosa da nulla.
«Oltre a questi cinque casi mai segnalati – spiega Vanni – succede che la comunicazione avvenga in ritardo. Potevo capire che all’inizio ci fosse un po’ di confusione, ma ora servirebbe un quadro dettagliato e soprattutto più tempestivo. Se succede qui a Sorano, che è un comune con pochi abitanti, mi chiedo cosa non succeda a Firenze». —
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