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Natale “da separati” per i coniugi con residenze diverse
Lei vive a Orbetello coi figli, lui alla Spezia per lavoro: dopo 3 mesi di lontananza con il primo lockdown rischiano di passare lontani anche le feste
il racconto
Ieri il governo ha annunciato che il 25 e il 26 dicembre e il 1° gennaio sarà consentito spostarsi tra comuni; potrebbe – dovrebbe – invece rimanere il divieto di superare i confini regionali. Per molte famiglie restano incognite e incertezze.
ivana agostini
Separati per Natale. La festa per eccellenza della famiglia per alcune coppie di coniugi non potrà essere tale. Non lo potrà essere in base alle disposizioni previste dal Dpcm del 3 dicembre che non prevede spostamenti dopo il 21 dicembre. Fra queste famiglie che sono nel limbo ci siamo anche mio marito ed io. Io sono residente a Orbetello e lui è residente alla Spezia.
Io a Orbetello ci sono nata e vissuta fino all’età di 31 anni. Poi, dopo il matrimonio e 10 anni vissuti alla Spezia, nel 2014, per motivi di lavoro, sono tornata nella casa dei miei genitori con i miei figli e ho nuovamente preso a Orbetello la residenza. Mio marito, rimanendo alla Spezia – dove risiede dal 1972 e lavorando a Carrara – ha invece mantenuto lì la sua residenza: abitando del resto nella città ligure e avendo lì il suo medico e la sua abitazione di proprietà non aveva motivo per chiedere la residenza altrove.
Mio marito viene a Orbetello ogni fine settimana. Trascorre qui i suoi periodi di vacanza: questo fino dell’emergenza Covid 19. Durante il primo lockdown, infatti, dopo essere venuto a Orbetello per il fine settimana precedente il primo Dpcm di marzo, non ha potuto poi più farvi ritorno fino a giugno.
Tre mesi lontano dai suoi due figli. Non era prevista, infatti, nessuna possibilità di ricongiungimento familiare. A fine aprile, dopo due mesi, abbiamo chiesto alle prefetture di Grosseto e della Spezia lumi sulla possibilità di un ricongiungimento dato che i figli stavano iniziando a sentire la mancanza del babbo che vedevano solo per video chiamata. Mentre mio marito non ebbe nessuna risposta, da Grosseto ci venne spiegato che, dal 4 maggio, sarebbero stati possibili solo degli spostamenti in ambito regionale e che il nostro caso era diverso dato che coinvolgeva due regioni diverse. Unica chance, mio marito avrebbe potuto far visita ai figli facendo una quarantena di due settimane: così si sarebbe però innescato il problema del lavoro dato che, l’azienda per cui lavora mio marito ha continuato a operare. Mio marito è quindi tornato a Orbetello a giugno, quando è stato possibile muoversi da una regione all’altra.
Adesso si ripresenta lo stesso problema: e anche qualora il Dpcm venisse modificato, come annunciato ieri, consentendo per le feste rosse lo spostamento tra comuni, non lo consentirà molto probabilmente tra regioni, anche limitrofe. Per i miei figli, che sono ancora piccoli, un Natale senza il babbo sarebbe davvero un Natale triste: per loro ma anche per il padre e per tutti noi.
La nostra situazione è sicuramente quella di molti. La scorsa settimane, quando la Toscana era zona rossa e la Liguria arancione, mio figlio ha ricevuto la cresima. Mio marito ha potuto fare ritorno in famiglia in quanto padrino (nella nostra diocesi il padrino può essere fatto o da un genitore o dalle catechiste). La sua presenza era ritenuta imprescindibile per la celebrazione del catechismo.
Ci chiediamo come non sia possibile pensare alle difficoltà che trovano le coppie sposate residenti in regioni diverse per motivi di lavoro che vogliono passare le feste insieme: non per fare chissà cosa ma per dare, anche ai figli, un senso di famiglia. Speriamo che il Governo e il governatore della Toscana Eugenio Giani, si prenda a cuore la situazione di molte famiglie che si trovano nella nostra situazione. –
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