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«Il divieto di uscita dai comuni qui, per noi, sarebbe un disastro»
Il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio è vietato lasciare il proprio municipio Per i ristoratori un guaio grosso. Ma oggi potrebbe esserci il dietrofront
lo sfogo
Giorni fa sembrava che i ristoranti dovessero stare chiusi per le festività; poi il governo ne ha consentito l’apertura, ma la beffa era dietro all’angolo: il divieto di uscire dal comune di residenza avrebbe avuto effetti negativi sul lavoro dei ristoratori. “Avrebbe”, perché proprio ieri sera il premier Conte ha fatto sapere che è in vista un dietrofront. Come auspica, anzi reclama, Welcome Maremma, il consorzio di albergatori e ristoratori del comune di Orbetello che conta 86 associati e di cui è presidente Andrea Ciampana.
«Siamo pienamente consapevoli di ciò che sta accadendo – dicono da Welcome – e che restrizioni e limitazioni siano funzionali al contenimento dell’epidemia; vogliamo piuttosto soffermarci sulla alquanto maldestra decisione di vietare gli spostamento tra comuni il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio, giorni che, d’inverno, sono per noi le uniche occasioni importanti di lavoro».
«I ristoranti hanno la capienza già ridotta del 50% – osserva Welcome – Abbiamo adottato tutte le misure anti-contagio come da protocollo, ci siamo muniti di dispositivi di sicurezza; tutto questo, unito a uno spiccato senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinti, rende i nostri luoghi di lavoro sicuri per i nostri dipendenti e per i clienti».
«La nostra Provincia – continuano dal Consorzio – che ha 225mila abitanti, per sua natura è caratterizzata dalla presenza di piccole realtà, con una densità pari a 50 abitanti per kmq, nettamente inferiore quindi sia al valore medio nazionale (201,2 abitanti/Kmq) che a quello regionale (163,2 abitanti/Kmq). La nostra realtà, fatta di comuni con un numero di abitanti addirittura inferiore o pari mille, come Roccalbegna e Seggiano, oppure Capalbio e Magliano in Toscana (3-4mila) o ancora 15mila come Orbetello, non può essere paragonata ai grandi comuni con milioni di abitanti. Rispetto a queste città – osservano gli associati al consorzio – i nostri potenziali clienti sono in numero nettamente inferiore, pertanto il nostro bacino di utenza non può essere limitato ai confini comunali. Non possiamo non tenere conto anche del fatto che sempre in provincia registriamo un basso numero di contagi e un basso numero di ricoveri in terapia intensiva; la Maremma tutta sarebbe un’area sicuramente gialla e quindi già di per sé sicura rispetto al resto della Regione. Pur consapevoli delle difficoltà di modificare un Dpcm – concludono – confidiamo quindi in una veemente protesta che l’assessore regionale all’economia e turismo Leonardo Marras, il governatore Eugenio Giani, il senatore Roberto Berardi insieme alle associazioni di categoria già tanto attive nella tutela dei nostri diritti, vorranno fare per cambiare quanto prima questa norma che riteniamo un’ingiustizia». A breve la marcia indietro del Governo potrebbe essere ufficiale. — i.a.
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