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Dipendenti pubblici «Ora stabilizzateci»

Dipendenti pubblici «Ora stabilizzateci»

Picchetto in piazza della Vasca: i sindacati incontrano il prefetto Sui posti di lavoro, chiedono più sicurezza e meno precarietà

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Ieri mattina i i rappresentanti della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il prefetto, Fabio Marsilio, per illustrargli i motivi dello sciopero per rivendicare investimenti per il rafforzamento e l’innovazione della Pubblica amministrazione. L’incontro, avvenuto mentre in piazza Rosselli si svolgeva un picchetto unitario, è stato molto cordiale e si è protratto per un’ora circa.

«Lavoratrici e lavoratori pubblici hanno fatto funzionare le amministrazioni pubbliche anche quando i Governi hanno tagliato risorse e privatizzato i servizi ai cittadini e ora - spiega Salvatore Gallotta, Fp Cgil - anche in lavoro agile e con nostri mezzi, siamo sempre a disposizione dei cittadini e delle imprese, in sanità, nei servizi educativi, nell’assistenza ai cittadini e garantiamo la loro sicurezza, ci stiamo prendendo cura del paese rischiando in prima persona». «Uno Stato avanzato è uno Stato che eroga i servizi pubblici (Stato sociale); senza questo c’è uno Stato vecchio e retrivo», ha detto tra l’altro Sergio Sacchetti (segretario UilFpl di Area Vasta).

Assunzioni, lotta al precariato, rinnovi contrattuali sono le rivendicazioni dei sindacati. «Per sostenere i cittadini e aiutare le imprese servono enti pubblici più efficaci. E invece sono stati svuotati dal blocco delle assunzioni e dai pensionamenti ed hanno dipendenti con un’età media di 51 anni - spiegano le tre sigle sindacali - Per questo chiediamo un piano straordinario di assunzioni: 500mila sono i lavoratori che verranno a mancare alla pubblica amministrazione. Assumere giovani significherebbe dare migliori servizi ai cittadini».

Sono ancora 170mila i precari nella pubblica amministrazione. «Un abuso», sottolineano le tre sigle sindacali. «Per questo la Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia. Ridare dignità al lavoro è una priorità - aggiungono - Stabilizzare si può e si deve, chiediamo la proroga dei requisiti per le stabilizzazioni, il riconoscimento dei periodi di lavoro svolti con tutte le forme di lavoro flessibile e la stabilizzazione di tutti i precari Covid».

Anche sul fronte della sicurezza sul lavoro le richieste dei sindacati sono chiare: il personale deve essere fornito di adeguati dpi, gli ambienti devono essere sicuri ed occorre impedire che il personale subisca quotidianamente aggressioni. «I carichi di lavoro devono essere sostenibili fisicamente e psicologicamente; basta turni che superano spesso le 12 ore - dicono - Gli operatori sanitari sono aggrediti negli ospedali. I lavoratori pubblici sono offesi e denigrati. Ma nella pandemia, senza protezioni e con pesanti carichi di lavoro, hanno organizzato il lavoro e i servizi».

Infine, i rinnovi contrattuali nella sanità, negli enti locali, nelle amministrazioni centrali, scaduti da due anni. «La pandemia ha dimostrato che il lavoro pubblico serve al Paese e i servizi pubblici per cittadini e imprese vanno rafforzati. Per questo chiediamo al governo più risorse per i contratti di tutti i lavoratori pubblici - dicono - Per dare servizi migliori a cittadini e imprese. Per organizzare meglio le amministrazioni. Per personale più qualificato. Le risorse sono riconoscimento di salario ma per noi del settore pubblico sono necessarie anche per riformare il sistema di qualificazione professionale». —



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