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Premio innovazione a una startup ideata da Alessandro Nanni ingegnere grossetano
Il progetto di AgroMateriae scelto fra 65 di tutta Italia Dagli scarti industriali (e non) nasce materia prima “green”
GROSSETO
La start up emiliana AgroMateriae ideata dall’ingegnere chimico grossetano Alessandro Nanni, 30 anni, ha vinto la 18ª edizione del Premio nazionale per l’innovazione (Pni) organizzato da Pni Cube, l’associazione italiana degli incubatori universitari. AgroMateriae ha ottenuto il primo posto per la categoria CleanTech & Energy (che dà diritto a 25mila euro da investire nello sviluppo del progetto) e il titolo assoluto tra 65 progetti finalisti selezionati in tutta Italia su oltre 900 idee di impresa che hanno partecipato alla selezione quest’anno.
AgroMateriae è una realtà appena nata: come start up universitaria accreditata dalla Università di Modena si è costituita a luglio mentre il mese scorso è stata registrata in Camera di commercio come start up innovativa. L’obiettivo è la trasformazione degli scarti agroindustriali in una nuova materia prima green. «Facciamo l’esempio degli scarti vitivinicoli», spiega l’ingegner Nanni: «Vengono sottoposti a varie trasformazioni fino ad ottenere una polvere tecnologica che diventa la componente principale di oggetti in plastica e bioplastica».
Il WinePlastics Filler (Wpl) è il primo prodotto brevettato e presto in commercio di AgroMateriae. Questo biofiller tecnologico è un semilavorato che può essere miscelato dal 5 al 60% a tutte le plastiche e bioplastiche esistenti dando vita a nuovi materiali molto competitivi perché la presenza del biofiller migliora le proprietà meccaniche, aumenta la velocità di biodegradazione e abbassa i costi finali del prodotto. Grazie a questa start up ciò che è scarto della filiera può rientrare nella filiera stessa secondo i principi dell’economia circolare. «Con il Wpl – spiega Nanni – possiamo fare ad esempio tappi per i brik del vino e i legacci per i vitigni e la vigna, al posto di quelli classici verdi in Pvc. In questo caso non c’è il problema della dispersione nel campo in quanto sono biodegradabili».
La start up vuole applicare questo stesso approccio anche ad altri tipi di scarti: caffè, avanzi di concerie, scarti della lavorazione del pomodoro o delle pesche. «Il nostro motto – dice Nanni – è che gli ultimi saranno i primi».
Il sigillo del Pni premia il lavoro intenso degli ultimi mesi. AgroMateriae si è candidata alla Start Cup dell’Emilia Romagna, la fase regionale del premio, molto importante perché garantisce ai partecipanti formazione e mentoring. Poi il passaggio alla fase nazionale e la selezione tra i 16 finalisti. Infine in diretta streaming su YouTube la proclamazione dei vincitori. «Tanta adrenalina anche per noi che eravamo in collegamento – dice Nanni – perché fino all’ultimo non sapevamo l’esito».
Alessandro Nanni ha conseguito la laurea triennale all’Università di Firenze poi il trasferimento in Emilia Romagna: prima la magistrale a Bologna, poi il dottorato di ricerca in Ingegneria industriale e del territorio a Modena. Dopo il dottorato ha continuato ad occuparsi di ricerca nel campo dei biopolimeri e dei biofillers e ha messo a punto il progetto della start up di cui è amministratore (Ceo) e in cui si occupa di sviluppo e innovazione dei prodotti. Con lui un collega di studi, l’ingegnere chimico Nikolas Gallio, che ha portato alla start up la sua esperienza di lavoro in una multinazionale e che in AgroMateriae cura in particolare l’industrializzazione dei processi. L’advisor scientifico che supervisiona la ricerca è il professor Massimo Messori, ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali all’Università di Modena e Reggio Emilia con oltre 150 pubblicazioni in riviste scientifiche.
Così il team di AgroMateriae ha commentato su Facebook la vittoria del Pni: «Questi riconoscimenti ci danno fiducia e ci faranno impegnare ancora di più per riuscire nel nostro intento: dare finalmente un volto concreto ai principi dell’economia circolare. Insomma, siamo incredibilmente soddisfatti ma non sazi». —
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