Meteo
La “breaking” diventa sport olimpionico E Grosseto è già in pista
Edoardo Bernardini, maestro della scuola Odissea 2001, è nel team creato dalla Federazione per formare campioni
GROSSETO
La notizia era attesa proprio per questo inizio dicembre, ma sentir pronunciare proprio quelle parole ha scatenato una gioia immensa. La “breaking” è ufficialmente una disciplina olimpionica nel 2024 parteciperà ai Giochi di Parigi, ha sentenziato il Comitato olimpico internazionale.
L’eco dell’immensa soddisfazione è rimbalzata anche in Maremma, che grazie al ballerino, coreografo e insegnante Edoardo “Xedo” Bernardini la breakdance – termine con il quale negli anni è stata indicata la breaking – è una delle zone d’Italia dove questa disciplina ha ben accesi i riflettori addosso, grazie a una comunità di ballerini atleti, con diversi talenti che regolarmente brillano nelle competizioni internazionali.
«Contento e soddisfatto è dir poco – dice Bernardini, responsabile del settore breakdance e hip hop della scuola di danza Odissea 2001 di Grosseto – Sapevamo che l’annuncio sarebbe arrivato in questi giorni, ma è comunque una gioia sentirlo. E sono anche contento che sia stato scelto come nome quello originario, “breaking”, con il quale è nata nel Bronx questa disciplina urbana». E c’è un motivo in più.
In vista del grande salto tra gli sport che contano, tutti i Paesi del mondo hanno cominciato a scaldare i motori e a organizzarsi per comporre le proprie squadre di atleti.
E lo stesso Bernardini è stato chiamato a far parte del team di docenti incaricati dalla Federazione danza sportiva, riconosciuta dal Coni, per il progetto Breaking Fids, che ha avuto come prima tappa operativa il raduno italiano di breakdance dello scorso settembre a Formia per la creazione della squadra nazionale di ballerini.
«La breaking ha già partecipato alle Olimpiadi giovanili di Buenos Aires del 2018 – spiega Xedo Bernardini –. È stato quello il primo contatto con il mondo olimpico. Adesso, con il progetto Breaking Fids, in preparazione da un po’, dobbiamo trovare gli atleti e prepararli. Abbiamo un sacco di idee e progetti».
Più che progetti, salde intenzioni: «Puntiamo a vincere – dice schiettamente Bernardini –. Giappone, Russia e Stati uniti sono già attivissimi, ma noi italiani non dobbiamo essere da meno. Anche perché la breaking italiana ha una lunga tradizione. Insomma, una medaglietta contiamo di portarla a casa».
Ancora non sono state definite le modalità con le quali si svolgeranno le gare. «Immagino si gareggerà con le “battle” uno contro uno, diviso fra maschile e femminile, oppure tre contro tre o gruppo contro gruppo», dice Bernardini.
I talenti non mancano. «Sempre alle Olimpiadi di Buenos Aires l’italiana Alessandra Cortesia, B-girl Lexy, si è guadagnata il secondo gradino del podio – dice Bernardini –. E sempre nel 2018 Erik Fantoni, Bboy Ryk, nostro allievo di Odissea 2001, è arrivato quinto ai mondiali Ido in Polonia. Questi quattro anni ci permetteranno di preparare una bella squadra». — F. F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
