Italia
All'asta oggetti perduti, ritrovati e mai reclamati
Decine di bici, gioielli, strumenti musicali: il Comune di Grosseto è pronto a venderli al miglior offerente
GROSSETO. Biciclette, orologi, lettori Mp3, anelli e strumenti musicali. Gli oggetti smarriti a Grosseto e non reclamati dai legittimi proprietari entro i termini previsti dalla legge sono pronti ad andare all’asta.
Due le finalità della procedura a cui ha dato il via libera la giunta comunale con la delibera 444 del 2 dicembre scorso.
La procedura di alienazione porterà risorse nelle casse dell’amministrazione, anche in modo indiretto perché si riducono i costi per la custodia di questi beni, e consentirà di liberare parte del magazzino dell’economato che si trova in via Civitella Paganico e che è il luogo deputato al deposito e alla custodia degli oggetti smarriti o rinvenuti.
«È almeno dai primi anni Duemila che non viene fatta un’asta pubblica degli oggetti smarriti – dice l’assessore Giacomo Cerboni che ha tra le sue deleghe quella al servizio di provveditorato – mentre due anni fa abbiamo fatto l’asta per i mezzi comunali vetusti come motorini e furgoni che l’ente aveva necessità di dismettere ma che, malgrado i tanti chilometri fatti, erano ancora funzionanti e quindi appetibili per molti cittadini, magari per usarli in campagna».
Quelli inseriti nei lotti dell’asta pubblica che sarà presto bandita sono tutti oggetti di vecchia data rinvenuti dalla Municipale o consegnati direttamente all’ufficio economato. Come prevede il regolamento comunale, la notizia del ritrovamento dell’oggetto viene pubblicata sull’albo pretorio del Comune: trascorso un anno dalla pubblicazione l’oggetto spetta a colui che lo ha ritrovato. A sua volta questi ha trenta giorni di tempo per esercitare i suoi diritti pagando le spese di deposito e custodia e presentando copia del verbale di deposito. Se questo non succede il bene entra definitivamente nella disponibilità del Comune e si aprono due strade: o la distruzione oppure la vendita con asta pubblica o mediante trattativa privata.
Il servizio provveditorato ha fatto una cernita dei tanti beni in deposito individuando quelli idonei ad essere messi all’asta.
La parte da leone la fanno le biciclette, ben 41 ma sono nutriti anche i lotti degli oggetti preziosi come orologi e monili e dell’elettronica. Per ogni lotto viene descritto l’oggetto e vengono indicati la base d’asta e il numero del verbale di deposito.
Esistono anche lotti multipli formati da più beni: in quel caso la base d’asta si riferisce al complesso degli oggetti.
«Nel pianificare l’asta pubblica dobbiamo tenere conto dell’emergenza Covid-19 – sottolinea Cerboni – per cui è stata scelta la modalità dell’asta pubblica con il metodo delle offerte segrete e senza rilancio. Quando sarà pronto il bando saranno comunicate le modalità di deposito delle offerte e sicuramente la commissione che si riunirà in seduta pubblica per esaminare le offerte lo farà in modalità online a causa del Covid».
Una particolare attenzione è stata dedicata a due categorie di beni. I beni tecnologici come i telefoni cellulari sono stati sottoposti dal Servizio elaborazione dati del Comune al cosiddetto “hard reset”, ovvero resettati per tornare alle impostazioni di fabbrica e rimuovere qualunque dato sensibile o personale riconducibile al vecchio proprietario.
Per i preziosi è stato invece necessario commissionare una perizia professionale per determinarne il valore e la relativa base d’asta.
Per quanto riguarda infine gli oggetti messi all’asta e non venduti questi possono essere acquisiti all’inventario dei beni mobili dell’ente se ritenuti idonei o utili per il Comune oppure donati a scopo benefico; altrimenti anche per loro scatta la distruzione, proprio come succede per gli oggetti troppo vetusti, non funzionanti o palesemente contraffatti che finiscono nel deposito comunale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
