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roccastrada 

Al Geriatrico tornano positivi tre ospiti già negativizzati

L.S.

Sconcertato e preoccupato il direttore Roberto Fenili «Ipotizzo dipenda da un errore  del test. Mi spaventa il fatto che erano passati in area no-Covid»

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Roccastrada

Situazione ancora in evoluzione alla Rsa Madonna del Buon Incontro di Roccastrada, dove sono stati individuati altri tre ospiti e due dipendenti positivi al coronavirus. I nuovi numeri, aggiornati a ieri pomeriggio, sono 39 ospiti positivi, 4 debolmente positivi e 30 negativi; sul fronte del personale i positivi sono fermi a due.

C’è però una particolarità che preoccupa il direttore della Rsa, Roberto Fenili, che comunque parla di un quadro in continuo divenire, ma sotto controllo.

I tre nuovi positivi sono ospiti che hanno già avuto il Covid, sono tornati negativi secondo i tamponi (quindi dichiarati guariti), poi, nel giro di pochi giorni, di nuovo positivi allo screening che viene fatto a intervalli regolari come previsto dall’ordinanza 89 della Regione Toscana.

«Difficile dire se si sono ammalati di nuovo o se c’è stato un problema con i test – dice Fenili – e io vorrei propendere per la seconda ipotesi, dato che può capitare una lettura non corretta del tampone. Diversamente ci sarebbe da preoccuparsi, se nel giro di una settimana un paziente negativizzato sviluppasse di nuovo l’infezione. Il problema è che queste persone dichiarate guarite sono state trasferite nell’area no-Covid, come prevedono i protocolli. È vero che personale è protetto dai dispositivi, gli stessi per chi assiste persone negative o positive, e gli ospiti sono comunque nelle loro stanze, ma non posso certo stare tranquillo», aggiunge.

Questa è ormai la terza settimana da quando al “Geriatrico”, come viene chiamata la struttura in paese, è scoppiato con un focolaio di Covid che non ha risparmiato ospiti e operatori, che ha costretto il personale a un superlavoro per isolare i positivi, mettere in sicurezza i negativi e garantire a tutti lo stesso livello di assistenza.

I numeri peraltro sono ballerini non solo perché possono esserci letture non corrette dei test o tempi sfalsati nelle comunicazioni, ma anche per i protocolli.

Dei 39 ospiti ricoverati nell’area Covid della Rsa, nove non risultano più registrati tra i casi positivi perché dopo 21 giorni non sono più considerati tali. «Qui, comunque, li consideriamo positivi e restano in area Covid in via precauzionale», spiega Fenili, che intanto si è organizzato con tamponi molecolari rapidi che non hanno valore ufficiale, ma sicuramente aiutano nell’organizzazione.

«La Asl è impegnata al massimo a svolgere tutte le attività previste dalla normativa, ma purtroppo quando si affrontano casi all’interno di una Rsa, i tempi di risposta non possono essere solo quelli degli screening, che non sempre sono adatti alla gestione quotidiana dei casi. Ecco perché ci siamo organizzati acquistando test rapidi che forniscono subito una risposta e aiutano a gestire meglio l’emergenza, in attesa dei dati ufficiali». — L.S.

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