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Addobbi natalizi & C. costano due supermulte da 400 euro
Cadeaux, Babbi Natali, casalinghi... in zona rossa alcuni articoli avrebbero dovuto sparire dagli scaffali Ma c’è chi ha sgarrato
grosseto
Dopo l’opera di persuasione morale (come si suole dire) e gli avvertimenti bonari, sono arrivate le sanzioni. Sono due gli esercizi commerciali rimasti invischiati nell’obbligo – che era in vigore durante il regime di zona rossa da contagio per coronavirus – di escludere dalla vendita al dettaglio alcuni articoli: per esempio, tutti gli oggetti-regalo, gli addobbi natalizi (dalle palline per l’abete delle festività alle renne luminose), i casalinghi...
Facciamo dunque un passo indietro. La Toscana entra in zona rossa domenica 15 novembre; alcune attività di vendita al dettaglio (poche, a dire la verità ,rispetto al primo lockdown che fu pressoché totale) sono costrette alla chiusura: i negozi di abbigliamento, di articoli da regalo, di casalinghi, le pelletterie, le gioiellerie. Pochi giorni dopo dall’esordio in zona rossa, Gabriella Orlando, direttrice di Ascom Confcommercio Grosseto, scrive un accorato appello al comandante della polizia municipale di Grosseto Paolo Negrini, e ai colleghi pari-grado di Follonica e Orbetello; al comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, al dirigente della polizia amministrativa, al comandante provinciale della guardia di finanza. Li esorta a fare controlli: perché se alcuni negozi sono chiusi senza appello, in empori, supermercati, store, ipermercati si continuano a vendere proprio le tipologie di articoli che sono core-business dei negozianti costretti a tenere le serrande abbassate.
Scattano così i controlli della polizia municipale in tandem con la polizia di Stato. Gli agenti “mappano” tutta Grosseto, e in alcuni casi trovano ciò che Orlando aveva annunciato avrebbero trovato – ovvero articoli che dovevano tornare in magazzino messi in vendita – ma evitano di usare la mano pesante. Informano, avvertono, bonariamente. E così, nella stragrande maggioranza dei casi le merci “proibite” spariscono dagli scaffali o vengono rese offlimits. Nei giorni seguenti, però, al comando della polizia municipale arrivano altre segnalazioni: il diktat non è universalmente rispettato. E così gli agenti – municipali e di Stato – tornano in strada e a questo punto, sì, sanzionano. —
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