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Pronto per riaprire il Cinema-Teatro

Giulia Sili
Pronto per riaprire il Cinema-Teatro

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Dopo dieci anni di chiusura, il Cinema-Teatro di Gavorrano è pronto a riaprire le sue porte grazie ai lavori svolti negli ultimi mesi. Per rendere possibile la riapertura è stata necessaria una spesa di 180mila euro, di cui 80mila euro arrivati dal bando Spazi Attivi della Cassa di Risparmio di Firenze e 100mila euro messi a disposizione dall’amministrazione. È una cifra importante per il piccolo Comune che in questo modo ha voluto dare nuova vita a quello storico spazio pubblico. Gli operai hanno lavorato alla copertura, molto compromessa, e agli impianti che sono stati completamente rinnovati.

Lo spazio, per volontà dell’amministrazione, tornerà ad essere un punto di riferimento culturale e sociale, proprio come era stato in passato.

Gli interventi per la ristrutturazione del bene comunale erano iniziati a luglio e oggi i ponteggio sono stati finalmente smontati. Oltre agli interni è stata rinnovata anche la facciata dell’edificio che si affaccia su una delle vie principali del Comune.

«I lavori sono quasi terminati – dice il sindaco Andrea Biondi – mancano alcune rifiniture ma oggi la facciata è visibile in tutto il suo splendore». All’interno il Cinema-Teatro ha anche una nuova pavimentazione ed è stata chiusa la platea per adeguare la struttura alle norme di sicurezza vigenti. È stato inoltre sistemato il sistema di anti-incendio.

Presto verrà realizzato il bando per la gestione del Cinema-Teatro: «Vogliamo utilizzarlo per laboratori teatrali che possano coinvolgere le fasce giovanili ma anche quella più disagiate – dice il sindaco Biondi – Di fianco al teatro si trova Casa Simoni che, oltre ad ospitare anziani, ha anche molte persone con problemi psichici e disabilità. Sarebbe importante rende possibile un utilizzo di questo spazio a fini sociali».

L’amministrazione comunale vuole che il cinema-teatro torni alla comunità e alle sue associazioni. In passato quello spazio era infatti molto sfruttato per serate ed eventi. «In questi dieci anni è mancato uno spazio del genere – dice Biondi – e alcune volte abbiamo dovuto pagare per avere strutture private».

Infine la speranza è che lì vengano organizzati corsi per i bambini: «Bisogna abituare al teatro le giovani generazioni – conclude Biondi – Siamo una comunità che non è più abituata a frequentare il teatro e mi piacerebbe che si tornasse ad esserlo. È senza dubbio una forma artistica che può arricchire la comunità». –

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