Meteo
Fu schiacciato dall’autogru, c’è il processo
A giudizio per omicidio colposo l’uomo che avrebbe manovrato erroneamente il braccio del macchinario. La famiglia della vittima è parte civile
gavorrano
Mario Bartiromo era morto all’età di 59 anni in un incidente sul posto di lavoro, nella sua ditta di autodemolizione, schiacciato da un’autogru. Per quell’incidente avvenuto nel pomeriggio del 10 aprile 2018 c’è un imputato. Omicidio colposo l’accusa della quale dovrà rispondere a luglio, davanti al giudice Marco Bilisari, Nicola Fiorino, 62 anni, di Bibbona, titolare di una ditta di autotrasporti.
Un incidente dalla dinamica particolare. Secondo l’accusa, Fiorino era alla guida di un’autogru Longhini AL 1000 e si sarebbe messo al lavoro seguendo le direttive dello stesso Bartiromo. Questi si sarebbe disteso sulla parte alta del vano motore dell’automezzo e avrebbe azionato con un cavo elettrico il motore per consentire lo spegnimento dell’autogru, perché il mezzo era talmente vetusto che l’operazione non sarebbe stata possibile direttamente dalla cabina di guida. Il braccio dell’autogru sarebbe così ruotato erroneamente in senso antiorario e avrebbe avvicinato il contrappeso al vano motore; in questo movimento Bartiromo era rimasto schiacciato e il decesso era avvenuto praticamente in modo istantaneo.
L’autogru era stata prelevata - per essere demolita - in quella stessa giornata da un’area industriale. Bartiromo aveva chiesto l’aiuto di Fiorino per il trasporto. La Procura si è avvalsa di due consulenze; quella medico-legale del professor Mario Gabbrielli e quella dell’ingegner Andrea Guidetti. Al termine delle quali, ricostruita la dinamica e le conseguenze, ha formulato la richiesta di dare corso a un processo. L’imputato è difeso dagli avvocati Francesco Baroni e Luciano Giorgi. I quali hanno fatto compiere accertamenti da un proprio consulente, l’ingegner Stefano Rum, chiedendo poi un rito abbreviato condizionato alla verifica delle funzioni possibili della macchina, anche perché Fiorino aveva dichiarato di non essere alla guida. Il gup ha demandato al dibattimento ogni approfondimento sulle responsabilità e sul funzionamento di quella autogru. La famiglia Bartiromo si è costituita parte civile con l’avvocata Rossana Andreozzi. —
p.s.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
