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Cia: «Troppi cinghiali, auto e campi a rischio Tornino i cacciatori»

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«La massiccia e incontrollata presenza degli ungulati nei nostri territori non è più accettabile, il legislatore deve intervenire con urgenza e determinazione».

Dopo l’intervento, ieri, del sindaco di Magliano Diego Cinelli, anche la Cia Grosseto lancia un grido d’allarme e chiede attenzione per un problema che da anni arreca danni al mondo agricolo ma che con il passaggio alla zona rossa è considerato fuori controllo. «Le chiusure imposte dal Governo per affrontare la pandemia rischiano di creare nuovi danni – spiega preoccupato il presidente della Cia Claudio Capecchi – Ogni decisione deve essere attentamente ponderata e valutata e ci sembra che per quanto riguarda la chiusura dell’attività venatoria la scelta potrebbe portare a conseguenze insostenibili per il mondo agricolo».

I cinghiali in Maremma sono tanti, spiega la Cia, e la loro «numerosa presenza», dice l’associazione, «mette a rischio non solo le colture ma anche l’incolumità dei cittadini». La questione è vecchia – puntualizza il presidente – e ancor prima dell’evento del Covid, Cia Grosseto, aveva speso parole e richieste per sollecitare interventi per ridurre il numero di questi animali: «Pericolosi per l’agricoltura, per l’uomo e gli automobilisti», dice la Cia.

«In Maremma abbiamo una media di abbattimenti di circa 20-30mila capi all’anno – spiega l’associazione –; se consideriamo la normale proliferazione e che non vi saranno abbattimenti nel 2021 non è fuori luogo pensare che a breve avremo oltre 100mila cinghiali che circolano liberamente sul nostro territorio, lungo le strade e nei centri urbani. Di fatto la stagione della caccia al cinghiale quest’anno non è neanche iniziata e oggi questi sono liberi di scorrazzare tra boschi, prati e campi coltivati con danni a un settore già in grave sofferenza». Danni che, ricorda Capecchi, «vengono poi ripagati dalla collettività» e «quasi mai il risarcimento è integrale rispetto al danno subito».

Perciò la Cia chiede agli enti preposti che si comincino subito gli abbattimenti «affidati anche alle squadre di caccia al cinghiale che da sempre, con le loro attività, hanno dato un aiuto concreto sia per il contenimento dei cinghiali sia agli agricoltori. I cacciatori oggi sono fermi ma la loro presenza sarebbe necessaria proprio per evitare questo problema». Un appello, conclude Capecchi, «per cercare di salvare le nostre aziende e tutelare gli automobilisti, che spesso sono costretti a dover effettuare brusche manovre per evitare i cinghiali». —



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