Il presidio
La chat tra Pizza e Palamara: «Ciavattini amica di famiglia»
Nelle conversazioni tra l’ex membro del Csm e il sostituto le pesanti considerazioni nei confronti della collega: era stata iscritta a Forza Italia
grosseto
L’accenno non è per nulla velato: «Grazie a quel trojan, tutti hanno saputo come si è comportato Pizza». Elismo Pesucci non ha gioito quando ha letto i messaggi che il magistrato che aveva chiesto il suo arresto e che lo aveva indagato più e più volte, si era scambiato con l’ex membro del Csm. Non ha gioito, quando è stata messa in mezzo la dottoressa Ariana Ciavattini, collega di Pizza, che aveva chiesto l’assoluzione dell’ex sindaco alla fine del processo “Amici miei”, il processo “padre”, quello che nell’estate 2009 esplose con le misure cautelari, che riguardarono lo stesso Pesucci e che erano state richieste dallo stesso Stefano Pizza. Ciavattini, in aula, parlò per cinquanta minuti concludendo che la prova non fosse stata raggiunta. Non vi sarebbero stati quindi elementi per chiedere una condanna, né da quanto raccolto dal suo predecessore Stefano Pizza, appunto, né per quanto emerso in dibattimento (anche se c’erano stati dei patteggiamenti precedenti). Pizza, nelle chat con Palamara, sottolinea infatti che Ciavattini, in gioventù, era stata iscritta a Forza Italia e che la mamma del magistrato, era stata consigliera provinciale. «Come mille altre persone in Forza Italia – dice oggi Pesucci – Io non ho mai avuto alcun rapporto né con la dottoressa Ciavattini, né con sua madre. Erano iscritte al mio stesso partito, così come tante altre migliaia di persone in provincia ma non avevo con loro rapporti di amicizia, come sostenuto da Pizza». Ora, per il pm Stefano Pizza, è stato chiesto il giudizio disciplinare. — F. G.
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