Il presidio
Gli scanner sono prenotati ma “il gioco” non piace a tutti
Gli esercenti e la novità che vuole incentivare le vendite e limitare l’evasione E c’è chi reclama equità: «Dovrebbero obbligare anche i liberi professionisti»
follonica
L’obiettivo è far emergere gli acquisti in nero, facendo leva su una passione molto italiana, ovvero quella delle lotterie. Per gli esercenti basterà avere una cassa aggiornata, uno scanner per i codici e un po’ di pazienza.
La novità partirà dal 1° gennaio: grazie al nuovo gioco pensato dal Governo i clienti potranno tentare la fortuna con il fisco, partecipando al concorso a premi collegato agli scontrini elettronici.
Al gioco, che prevede vincite cospicue, si potrà partecipare comprando qualsiasi cosa che costi almeno 1 euro. In teoria la lotteria sembra di facile applicazione, nella pratica, però, le difficoltà sembrano essere tante.
Il Tirreno ha chiesto ai commercianti di Follonica cosa pensano di questa novità che dovrebbe partire tra poche settimane. Renato Campolongo è uno dei titolari del Centro Ufficio, uno dei 4 negozi che in città vendono casse per le attività commerciali. In questi giorni le telefonate che arrivano nella sua attività di via Parri sono tantissime e, quasi tutte, da commercianti preoccupati della novità che comporterà anche una spesa che supererà i 100 euro. Gli scanner sono già in negozio perché, per paura di non trovarne abbastanza, Renato e il socio si sono portati avanti col lavoro. Per ora però si parla solo di prenotazioni: «Nessuno si è ancora mosso – dice Renato – perché le circolari da parte delle varie associazioni sono state mandate in questi giorni. Comunque, anche se ancora non ne abbiamo vendute, credo che entro poco ci sarà una richiesta importante, anche perché in teoria ogni macchina dovrà dare la possibilità di giocare alla lotteria degli scontrini». Renato vende attrezzature da ufficio anche nei borghi intorno a Follonica e il pensiero va alle piccolissime attività di paese: «Immagino come questa novità possa essere recepita dalla parrucchiera di paese che lavora poco, per fare un esempio. Già ha dovuto installare la cassa telematica – dice il negoziante – adesso c’è pure questa novità alla quale dovrà adeguarsi. È anche contro i miei interessi ma non credo che in questo periodo, sia economicamente che psicologicamente, sia stato giusto introdurre la lotteria».
Da poco gli esercizi commerciali hanno infatti dovuto acquistare una nuova cassa, in grado di comunicare telematicamente con l’agenzia delle entrate. Soltanto un anno dopo viene chiesto ai commercianti di fare un’ulteriore nuova spesa per mettersi in regola con le vendite. I commercianti che devono adeguarsi alla lotteria non possono semplicemente acquistare uno scanner: c’è da inserire il programma gioco nella macchina e configurare il tutto. «Le macchine devono essere aggiornate e ogni modello ha le sue esigenze, in più dovrà essere configurato lo scanner – spiega Renato – non è così semplice». Luca Nesti, store manager di Brico Io, nella zona industriale di Follonica, spiega che per la grande distribuzione il problema è relativo: «Personalmente sono sicuro che sia un esperimento che funzionerà, perché in genere vedo che le persone sono spesso attratte da questo tipo di marketing. Ci sono da capire tutte le dinamiche che ad oggi non sono chiare ma non credo che questo rallenterà il mio lavoro – dice Luca – Al contrario rallenterà di più il piccolo commerciante. Noi, grande distribuzione, partiamo già organizzati e abbiamo un background informatico molto buono. Quindi per noi non credo che sarà così impattante nell’economia del tempo all’interno del punto vendita». Mario Gianfaldoni, titolare del bar Dolce Aroma di piazza XIV Maggio, non è d’accordo con l’introduzione della lotteria: «Non la vedo certo una novità positiva per me – dice – Penso che se dovesse venire dovrebbe essere per tutti, anche per i liberi professionisti, quelli che rilasciano ricevute da 400 o 500 euro. Anche i commercialisti, ad esempio, dovrebbero farla». E conclude: «Non mi sembra il momento ideale, si potrebbe riprendere questo discorso tra 6 mesi o un anno, ma non è certo ragionevole pensare di adeguarsi a dicembre 2020, con tutto quello che è successo». —
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