Il presidio
«Diffamò Acquedotto» Prima condanna alla “iena” Mancineschi
grosseto
Lo scorso luglio, il giudice Giovanni Puliatti, assolse Lorenzo Mancineschi dall’accusa di diffamazione, ieri invece, il giudice Andrea Stramenga ha ritenuto che quei video realizzati a Roselle, nella strada dell’Osservatorio astronomico, non sarebbero dovuti finire sulla pagina di facebook di Mancineschi. È arrivata così la prima condanna nei confronti del cinquantenne che dovrà pagare una multa di 800 euro.
Mancineschi era in aula: all’udienza precedente aveva spiegato di aver fatto quelle riprese «esercitando il diritto di cronaca». Difeso dall’avvocato Tania Amarugi, ieri Mancineschi ha voluto essere presente alla lettura della sentenza, dopo un’altra breve discussione tra le parti e dopo che il giudice aveva disposto un rinvio per poter prendere di nuovo visione dei tre video finiti al centro del fascicolo.
Per il primo video, realizzato all’interno dell’impianto di depurazione di San Giovanni dell’Acquedotto del Fiora e postato il 28 aprile 2016, venivano ripresi il flusso dell’acqua depurata in uscita dal depuratore e un escavatore in funzione per la posa dell’opera dicendo: «Ci sono i lavori in corso... c’è qualcosa che non torna.... sembra che buttino là qualcosa boh... ma non capisco cosa... è acqua ionizzata». Per questo video, Mancineschi è stato assolto.
Diverso invece il discorso sugli altri due video. Il primo aprile dello stesso anno, sulla strada dell’Osservatorio, aveva ripreso una condotta idrica in amianto che però non era di Adf ma bensì del Consorzio, dicendo: «che la tubazione in amianto porta acqua alle abitazioni, che l’amianto è vietato perché cancerogeno, che non è possibile bere l’acqua che proviene dai tubi di amianto e che verrà fatta la segnalazione all’Ente, grazie al Fiora e vergogna». Il 5 maggio, sempre sulla stessa strada, un altro video: «sia ben chiaro, per far capire a chi viene pagato, questo tubo qui sotto d’amianto e questo tubo qui non ci possono stare, vanno levati. Non va bene. Quest’acqua ce la ritroviamo a Grosseto, perché l’acqua non va fatta passare dai tubi d’amianto».
Adf, assistito dall’avvocato Alberto Vannetti, aveva presentato querela: i video erano stati visti da quasi settantamila utenti. —
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