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«Tassa sugli affitti estivi? Sì, se la città sarà più bella»

Giulia Sili
«Tassa sugli affitti estivi? Sì, se la città sarà più bella»

Alcuni agenti immobiliari favorevoli alla proposta formulata dalla giunta Benini Se ne parlerà martedì in una riunione indetta dall’amministrazione comunale

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Tra alberghi e campeggi, soltanto per il 2020, la tassa di soggiorno ha fruttato al Comune di Follonica ben 370 mila euro. Nel 2019, invece, la cifra è arrivata intorno ai 500 mila euro. Una somma importante che potrebbe forse addirittura aumentare tra il 50 e il 60% se, oltre ai turisti che frequentano le strutture ricettive, a pagare la tassa fossero anche coloro che scelgono di passare le vacanze in un appartamento in affitto.

Questo perché è noto che a Follonica le seconde case date in affitto sono veramente molte. Della questione è stato accennato in occasione dell’ultimo consiglio comunale e subito si sono create diverse fazioni, tra chi è a favore della tassa e chi invece penserebbe addirittura alla sua eliminazione anche per quanto riguarda le strutture ricettive. L’imposta di soggiorno per le strutture alberghiere è entrata in vigore a Follonica il 1 luglio 2012, si paga dal 1 giugno al 30 settembre e quanto ricavato è sempre destinato a finanziare gli interventi in materia di turismo e promozione della città, compresi gli interventi a sostegno delle strutture ricettive, nonché quelli di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali. «Stiamo valutando varie possibilità – dice l’assessore Francesco Ciompi – la cifra raccolta con la tassa estesa a tutti, con la quale si finanziano opere pubbliche, potrebbe aumentare anche di 300 mila euro. Sui numeri c’è comunque da lavorare molto perché non tutti quelli che affittano hanno dichiarato l’immobile».

Il Tirreno ha chiesto ad alcuni agenti immobiliari della città cosa pensano della possibilità che la tassa venga estesa anche agli affitti estivi degli appartamenti. «Se con i soldi raccolti, che sono veramente molti, si punta ad avere una città più accogliente e bella allora sono d’accordo. E come me la pensano anche altri associati – dice Filippo Asta, rappresentante Fiaip di Follonica – Raggruppare quanto dato dagli albergatori e da chi affitta casa e destinarlo alla città può essere una buona idea ma sarebbe giusto documentare cosa si fa con questi soldi e, magari, sarebbe bello anche coinvolgere le varie associazioni nella decisione della destinazione dei fondi». Asta parla in particolare del rifacimento delle rotonde e degli accessi alla città che dovrebbero essere curati di più. Ci sono poi le pinete e il verde cittadino. Insomma, lavori che potrebbero portare Follonica ad essere più bella: «Se pagando questa tassa non ci sarà più l’erba alta alle rotonde e si potrà avere un bell’ingresso in città, ben venga – dice Asta – servono più piante e più illuminazione e vanno curate molto di più anche le piste ciclabili. C’è poi da pensare alla spiaggia che dovrebbe essere pulita e sistemata». In conclusione, per Asta «con i soldi raccolti dai turisti, viste le cifre e vista la dimensione del Comune, si potrebbe avere una Portofino della Toscana».

Anche Roberta Tozzini dell’agenzia Costa Maremma è d’accordo: «Sono favorevole all’estensione – dice – se ne parla inoltre da tempo e non cade certo tra capo e collo». Tozzini spiega che la speranza è però che il Comune di Follonica voglia adeguarsi a quanto sta già facendo il Comune di Castiglione della Pescaia dove, già da tempo, i turisti degli appartamenti pagano 50 centesimi a testa per i primi 14 giorni, esclusi bambini sotto i 12 anni. Intanto il Comune di Follonica, prima di prendere qualsiasi decisione, ha indetto una riunione proprio con gli agenti immobiliari che si terrà il prossimo 9 dicembre, dpcm permettendo. «Prima di fare il passaggio in consiglio per analizzare la proposta – dice Ricciuti – abbiamo chiesto un incontro alle agenzie immobiliari». —

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