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L'emergenza coronavirus

Sindaco positivo per oltre un mese: "Ora sono uscito dal tunnel"

ELISABETTA GIORGI
Il sindaco di Campagnatico Luca Grisanti
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Il sindaco di Campagnatico Luca Grisanti

Il primo cittadino di Campagnatico dal 30 ottobre era tra i contagiati dal Covid-19: "Ho dovuto amministrare da casa. Ringrazio gli amici e i negozianti che mi hanno aiutato" 

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CAMPAGNATICO. Fare il sindaco ai tempi del Covid non è facile, specie se si è positivi al virus da un mese. Ne sa qualcosa Luca Grisanti, primo cittadino di Campagnatico, che il 27 ottobre è risultato contagiato: unico sindaco provinciale a dover gestire da casa la “cosa pubblica”. Ieri, finalmente, dopo un mese di contagio il tampone è risultato “negativo”.

Sindaco, come sta? Come sta sua moglie?

«Sono stato positivo al Covid per più di un mese. Mia moglie Donatella era risultata positiva il 27 ottobre. Da quel giorno mi sono messo in casa in quarantena volontaria in attesa che facessero il tampone anche a me. Il 30 ottobre l’ho fatto e sono risultato positivo. Da lì in poi ho fatto altri 3 tamponi, tutti positivi, e ieri finalmente il primo test negativo. Ce l’ho fatta! ».

Quanto è complicato fare il sindaco in tempi di Covid?

«È complicato, sì, considerando che la presenza in Comune per un amministratore è fondamentale e che ho dovuto fare il sindaco da casa. Ma è stato complicato anche nella prima ondata, se pensiamo che nel lockdown di marzo, in Comune, tutti o quasi i dipendenti erano in smart working».

Come si è organizzato?

«Abbastanza bene: mi sono fatto portare la firma digitale a casa per firmare gli atti e fare tutti i collegamenti via internet. Il sindaco è anche responsabile della sanità locale, quindi tutti i giorni a casa devo aggiornarmi attraverso il sistema sui cittadini positivi, su quelli in quarantena, sul ritiro dei rifiuti, su un’eventuale sorveglianza delle persone a rischio. E devo far fare controlli su situazioni di insofferenza, gente che vuole uscire di casa e che non rispetta le normative. Anche pochi giorni fa c’è stato un caso, qua a Campagnatico, di 7 cittadini arrivati da Ferrara per occupare tutti un appartamento da 2 persone. Li abbiamo dovuti allontanare (v. box a fianco)».

Qual è la sua giornata tipo, da sindaco in quarantena?

«Mi alzo la mattina, in casa mi collego al pc per vedere appunto eventuali nuovi malati o persone in quarantena, poi sto sempre al telefono. Potrei essermi scoperto un nuovo lavoro, invece che come agente immobiliare, come centralinista. Passo le mie giornata al telefono o al pc insomma, faccio parecchie videochiamate. E siccome sono anche vicepresidente della Provincia, partecipo anche a sedute e giunte di palazzo Aldobrandeschi. Diciamo che finora è andato tutto bene».

Problemi?

«Sì, certo. Per esempio, essendo io positivo non posso “toccare” e portarmi a casa gli atti. Mi faccio scannerizzare i documenti e me li faccio mandare per posta elettronica. Chiaramente non è la stessa cosa che fare il sindaco in municipio».

Ci racconti la storia del suo contagio.

«Sono stato inizialmente asintomatico. Il 30 ottobre quando h ricevuto l’esito del tampone mi sono pure arrabbiato, ma tanto in quel modo risolvevo poco. Dopo qualche giorno sono apparsi i sintomi: una stanchezza incredibile, dolori diffusi, una perdita di sapori e odori che dura anche oggi, nonostante mi abbiano diagnosticato la guarigione. Perché di fatto l’Asl mi ha certificato la guarigione clinica, ma io sono sempre stato positivo fino a ieri. L’istituto superiore di sanità ha emanato un protocollo, che dice che dopo il 26° giorno da che sei risultato positivo, se hai almeno una settimana di mancanza di sintomo gravi (febbre, tosse e difficoltà respiratorie), puoi essere dichiarato clinicamente guarito e rientrare a svolgere funzioni normali, avendo una carica virale bassa. Io però, a titolo cautelativo e per correttezza, finora ho preferito non tornare in Comune o al lavoro fino al momento in cui il tampone non mi fosse diventato negativo. E oggi finalmente la bella notizia è arrivata: ho fatto il tampone, e per la prima volta dopo un mese è negativo. Ora sono libero. Anche moralmente».

Che assistenza ha ricevuto?

«Il sistema rifiuti funziona: gli operatori passano regolarmente a lasciare il kit nuovo e ritirare il vecchio, sono assistito quasi giornalmente dai medici dell’Usca. I suoceri che abitano a Campagnatico aiutano me e ma moglie. Ho tanti amici che lasciano borse, e i negozianti del paese che mia moglie e io ringraziamo – la farmacia, l’alimentari, macelleria e il bar per la colazione – che ci hanno sempre portato i prodotti a casa». —


 

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