Lettura di racconti al telefono per coloro che si sentono soli
Donatella Guerriero ha dato vita a un progetto solidale per le persone più fragili «Siamo un gruppo di supporto, ognuno mette a disposizione il proprio tempo»
GROSSETO
Il distanziamento sociale penalizza le persone più fragili come gli anziani che spesso soffrono la solitudine, sentono la mancanza dei familiari o delle abitudini come il bar o la passeggiata e non trovano quella parola di conforto che in certi momenti può aiutare. Da questa constatazione è nato il Telefono solidale, un progetto di volontariato sviluppato a partire da una proposta lanciata da Donatella Guerriero agli iscritti del gruppo Facebook “Cara Grosseto, vorrei dire qualcosa” di cui è amministratrice.
«Alcuni giorni fa ho proposto sul gruppo di far partire anche in città un progetto di questo tipo – spiega Guerriero – e sono iniziate ad arrivare le prime adesioni. Ho raccolto la disponibilità di circa una ventina di persone e a quel punto ho strutturato il progetto». Il modello a cui si ispira il Telefono solidale grossetano è il servizio di letture al telefono organizzato durante la pandemia dalla Biblioteca de Soto del Real di Madrid. «Devo ringraziare Raffaella Palma – spiega Guerriero – che ha postato su Cara Grosseto l’articolo sull’esperienza di questa biblioteca: mi è sembrata una buona pratica da replicare anche da noi. Da lì l’appello per trovare persone disponibili all’ascolto e con un po’ di tempo libero da dedicare al progetto».
I volontari del Telefono solidale rispondono al numero 392 4644693 attivo da ieri. Il servizio, gratuito, si rivolge alle persone che vogliono scambiare due chiacchiere o magari farsi leggere una storia al telefono. «Non vogliamo sovrapporci o interferire col lavoro delle istituzioni e delle associazioni che operano nel sociale – dice l’ideatrice – Siamo un gruppo di persone disponibili all’ascolto: ognuno mette a disposizione il tempo che può per far sentire meno sole le persone in questa situazione così difficile. La mia impressione è che il primo lockdown ci ha trovati impreparati mentre questa seconda chiusura e il fatto di non sapere quanto ancora durerà stanno creando difficoltà ancora maggiori».
Il team del Telefono solidale è composto sia da pensionati che da persone ancora attive che hanno deciso di fare la loro parte: prevalgono le donne ma ci sono anche due volontari. «Tutto il lavoro preparatorio è stato fatto “a distanza” per telefono – sottolinea Donatella – Noi non ci siamo mai incontrati fisicamente ma utilizziamo la tecnologia per coordinarci». La prima telefonata serve a inquadrare il tipo di bisogno e dalle telefonate successive chi chiama troverà sempre a rispondere la stessa persona in modo che si instaura un legame e non c’è bisogno ogni volta di spiegare la propria situazione. «Se posso fare un appello tramite Il Tirreno – dice Donatella Guerriero – voglio dire alle persone di non vergognarsi e di chiamare con fiducia per uscire dall’isolamento e trovare una voce amica che certo non risolve le cose ma aiuta». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
