Il Tirreno

Grosseto

l’indagine di italia oggi 

Qualità della vita Dopo il tonfo del 2019 si arretra ancora

Enrico Pizzi

Lo scorso anno la provincia di Grosseto perse 19 posizioni Quest’anno torna indietro di sei: male ambiente e imprese

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grosseto

Scende di sei posizioni, dalla 52ª alla 58ª, la provincia di Grosseto nell’edizione 2020 dell’indagine sulla Qualità delle vita del quotidiano Italia Oggi. E si arriva da un trend al ribasso: lo scorso anno aveva perso 19 posizioni nell’arco di 12 mesi. Ma alcuni dati del rilevamento non convincono fino in fondo.

È una posizione da seconda metà della classifica quella di Grosseto in un “campionato” vinto da Pordenone e con Foggia fanalino di coda. Grosseto, che si trova anche a metà tra le province toscane (prima Siena che è al decimo posto, ultima Livorno al 69°), entra nel secondo gruppo delle province italiane, quello in cui la qualità della vita è considerata accettabile, ma non buona.

A pesare negativamente – con alcuni dati che fanno pensare – sarebbe la qualità del sistema ambientale. Dall’elaborazione dei dati Istat del 2018, Grosseto scende dalla 78ª alla 93ª posizione, ultima provincia in Toscana. Sembrano decisive alcune performance negative come la raccolta dei rifiuti che pone Grosseto all’88° posto, ma anche la 77ª per disponibilità di aree pedonali nel capoluogo e, addirittura, un sorprendente 91° per densità di verde urbano che riguarda sempre il capoluogo, così come l’85ª posizione per offerta di trasporto pubblico, che però sorprende di meno, e l’87ª per incidenza di autoveicoli elettrici e ibridi.

Indicatore positivo, invece, è quello del sistema affari. Stando ai numeri nudi e crudi di Istat e Movimprese del 2019, la provincia di Grosseto balza al 14° posto dalla 28ª posizione dello scorso anno, ma sarebbe tutta da indagare e spiegare la prima posizione nella classifica del numero di imprese registrate su 100mila abitanti, che sarà anche un dato positivo, ma non tiene conto della debolezza del sistema imprenditoriale locale, fatto, più che altrove, di microimprese. Non a caso, fanno da contraltare, a questo primato, il 105° posto della provincia di Grosseto, per incidenza di start-up e imprese innovative, e il 63e° posto per reddito disponibile pro capite che è di poco superiore al 17. 300 euro.

Altro sistema “negativo” è quello dei reati e della sicurezza: i dati sono quelli Istat del 2018 e la provincia di Grosseto fa uno scivolone di 20 posizioni, dal 74° al 94° posto, anche se appaiono quantomeno curiosi il 107° posto nella classifica dei sequestri di persona, così come sembra difficile spiegare il 75° posto per reati di per estorsioni, mentre non sorprende la 100ª posizione per i reati connessi con il traffico di droga o la 99ª per furti in appartamenti o la 91ª posizione (57ª nel 2019) per rapine in banche e uffici postali per 100mila abitanti.

Preoccupa la perdita di posizioni sul fronte delle violenze sessuali: 89ª posto contro il 65° del 2019.

Altro indicatore molto negativo è quello demografico: 98° posto contro il 91° dello scorso anno.

Peggiora la classifica relativa ai decessi, dall’88° al 93° posto, e quella dei nuovi nati, dalla 92ª alla 100ª posizione.

Eccelle, invece, la provincia di Grosseto, nel sistema salute, con un 17° posto che conferma la posizione dello scorso anno, e nel sistema tempo libero, dove Grosseto è quinta in Italia, con un secondo posto per strutture agrituristiche, un 16° posto per numero di alberghi ogni 100mila abitanti, terza posizione per presenza di ristoranti, 26ª per bar e caffetterie, 21ª per palestre e 29ª per librerie, tanto per citare alcuni dei migliori indicatori relativi al tempo libero. –

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