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Coeso, è mancato il quorum «Fallite tutte le trattative»
Vivarelli Colonna: «Bocciato anche il patto che ho proposto, ora le vie legali Al centrosinistra non è bastato nemmeno che io facessi un passo indietro»
grosseto
Svanito ogni tentativo di mediazione, la vicenda legata alla presidenza del Coeso Società della Salute è ormai destinata ad essere risolta in tribunale.
L’ultima assemblea, convocata nuovamente ieri sull’argomento, non ha neanche raggiunto il quorum. Così il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, già a metà mattinata, annuncia che «la vicenda andrà avanti per vie legali». La strada che porta al Tar la conferma anche il presidente uscente Giacomo Termine nella lettera inviata ai soci, in cui spiega di aver ricevuto la notifica del ricorso presentato al tribunale amministrativo fiorentino già il 21 novembre. Lo scontro politico che si combatte all’interno del Coeso, così, sarà risolto da un giudice.
Sono loro i due grandi protagonisti di questo scontro: Vivarelli Colonna e Termine. Due poli contrapposti da inizio anno, da quando cioè è scaduto il mandato del monterotondino e la presidenza, stando ai patti sottoscritti nel 2018, sarebbe dovuta ricadere su un esponente dell’area grossetana. Un’investitura per cui è stato designato, dalla giunta del capoluogo, lo stesso Vivarelli Colonna, che però non ha mai raggiunto la maggioranza dell’assemblea. Lo scontro è durato mesi, tra proposte e trattative, senza mai giungere a un accordo.
Ieri era stata convocata nuovamente l’assemblea dei soci, ma è stata disertata da gran parte dei Comuni: vi erano solo i rappresentanti di Monterotondo, Campagnatico, Castel del Piano, Castell’Azzara, Grosseto, Roccalbegna, Scarlino e Semproniano. «Ogni mio tentativo di trattativa con i sindaci del centrosinistra sulla presidenza Coeso – aggiunge Vivarelli Colonna – è ad oggi definitivamente naufragato, in un’assemblea, ahimè, poco partecipata». Il grossetano, nella nota diffusa in mattinata, ha spiegato di aver presentato una proposta di mediazione in questi mesi: il “patto di Coes (i)one”. «Questo avrebbe consentito – spiega Vivarelli Colonna – di affiancare alla mia presidenza due vicepresidenti, cioe il sindaco Giacomo Termine per l’area delle Colline Metallifere, a garanzia di continuità amministrativa, e il sindaco Michele Bartalini, in affiancamento in vista del futuro».
Proposta poi articolata anche in altre mosse da condividere, come quelle sul programma e sulla campagna di comunicazione, «entrambi da condividere e sottoscrivere congiuntamente», come ha spiegato ieri il sindaco. «Il Patto di Coes(i)one avrebbe implicato quindi un passo indietro da parte mia – prosegue il grossetano – Evidentemente pero il centrosinistra, che oggi lo ha definitivamente fatto cadere praticamente disertando l’assemblea, non si fa tutti questi problemi e preferisce portare avanti una battaglia puramente politica, nociva per tutto il territorio provinciale».
A sostenere la posizione di Vivarelli Colonna arrivano anche gli altri sindaci maremmana di centrodestra, che in una nota congiunta attaccano i colleghi di centrodestra. «Non si sono fermati neanche davanti all’emergenza – dicono – sapendo che a rimetterci sarebbero stati i cittadini. Oggi la riprova con l’assenza del quorum – che ci viene da pensare non sia casuale ma ben studiato – che fa slittare ulteriormente le decisioni».
Cosa accadrà adesso? Termine nella sua lettera ha ribadito che le dimissioni presentate nel mese di ottobre sono irrevocabili e che quindi nei prossimi giorni nominerà un successore. Da quanto trapela dai soci, questa nomina dovrebbe arrivare entro la fine della settima. Sempre in attesa che sia un giudice del Tar a prendere una decisione definitiva. —
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