Meteo
Aria buona, mare eccellente Ma sono troppi i rifiuti prodotti
grosseto
L’aria della Maremma è come uno se la immagina: buona. Il mare eccellente, così come in fondo il terreno, sebbene restino aree molto estese ancora da bonificare. Il problema, spulciando le tabelle una ad una, viene semmai dai corsi d’acqua, che in alcuni tratti continuano a presentare uno stato persino pessimo. E poi, i rifiuti, che vedono una produzione pro capite superiore a quella che è la media regionale.
Questo il quadro che emerge dall’annuario Arpat 2020 per quel che riguarda la provincia di Grosseto. Lo studio. L’annuario è stato stilato attraverso i dati raccolti nel 2019 attraverso i controlli su aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi, poi rielaborati con 90 indicatori ambientali con i quali si fornisce un quadro approfondito della situazione. Ciascun indicatore viene poi correlato con l’uomo, dando così un contributo alle scelte di chi amministra, sui comportamenti di ogni cittadino e sulle responsabilità di ciascuno di noi per la tutela dell’ambiente.
L’aria
È il primo capitolo. Sono due gli elementi che risaltano agli occhi dai grafici: le polveri Pm10, in città, e l’ozono, nella pianura circostante. Per quanto riguarda le polveri, hanno superato i valori in quattro giornate nel corso del 2019: 2 volte in via Unione Sovietica e 4 in viale Sonnino. Per quanto riguarda l’ozono, invece, il valore rispetto alla protezione sia della salute umana, è risultato – seppur lievemente – superiore rispetto al limite di legge in quarantasette occasioni nel triennio che va dal 2017 al 2019.
L’acqua
In questo capitolo si ripete più volte lo stato chimico “non buono” di alcuni tratti dei corsi. Lo stato peggiore delle cosiddette acque di transizione, cioè fiumi e laghi, lo si riscontra alla foce dell’Ombrone e nella laguna di Orbetello. Male anche la qualità delle acque sotterranee nella pianura dell’Albegna (per la presenza di boro e cloruro) e nella zona del macigno della Toscana sud-occidentale (per la presenza di ferro e magnese). Buone notizie dalle acque marine. Qualità ecologica elevata a Porto Santo Stefano e isola del Giglio. Balneazione eccellente su quasi tutta l’area costiera e nel lago dell’Accesa. Sempre in questo capitolo rientra la fauna marina: 19 le tartarughe rinvenute nel mare della provincia di Grosseto: 13 morte e 6 vive. Mentre risultano 17 i delfini spiaggiati morti. Infine anguille in calo sul fiume Albegna.
Il suolo
Qua la parte più importante sono le bonifiche. Gli interventi principali mappati da Arpat riguardano siti di Orbetello (con oltre 26 milioni di metri quadrati) e Scarlino (con oltre due milioni). Ci sono poi i rifiuti, con i dati riferiti al 2018, che meriterebbero un capitolo a parte, in quanto la provincia di Grosseto è in Toscana quella che produce più rifiuti pro capite (664 chili annui per ogni abitante contro i 614 della media toscana) ed è quella che ha tra le percentuali più basse di raccolta differenziata: il 37, 9 per cento contro il dato regionale che arriva a 56, 1. Nello specifico dei comuni: la maggiore quantità di rifiuti urbani pro capite viene prodotta al Giglio (oltre mille in un anno), segue Scarlino (960). Il capoluogo invece si ferma a 608. Infine, anche per quel che riguarda i sistemi produttivi, ovvero le industrie, non si rilevano particolari irregolarità. Due campioni non conformi ai limiti di legge, ad esempio, sono stati collegati agli impianti di Grosseto e Roccastrada. Per quel che riguarda le centrali geotermiche, invece, non risultano sforamenti dai limiti di legge. —
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