Il Tirreno

Grosseto

Taglio delle guardie mediche Critiche a Giani da Lega, Fi e dal Movimento tutela salute

Taglio delle guardie mediche Critiche a Giani da Lega, Fi e dal Movimento tutela salute

La decisione di chiudere il servizio dalle 22 alle 8 scatena reazioni Ulmi: «Valutare ogni zona». Mugnai e Ripani: «Scelta dannosa» 

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LA POLEMICA

La decisione della Regione Toscana di chiudere le guardie mediche sui territori dalla mezzanotte alle otto del mattino (al loro posto una linea telefonica) continua a scatenare polemiche. Quelle più politiche, ovviamente guidate dal centrodestra, ma anche quelle che arrivano, “bipartisan”, dai piccoli centri che più si sentono colpiti.

Lega: «no TAGLIO UNIFORME».

Proprio a questi ultimi punta Andrea Ulmi, consigliere regionale della Lega e vicepresidente della Commissione Sanità, che invita a valutare almeno le differenze tra diverse situazioni: «Da zona cambiano le esigenze», dice Ulmi. «Ci sono comuni che sono difficilmente raggiungibili e che non possono rimanere senza medico. Nel futuro, magari, occorrerà verificare i dati e il numero di interventi per ottimizzare il servizio, ma in questo momento bisogna preservare soprattutto la serenità di chi abita lontano dalle città o dai centri principali, in prevalenza anziana che si sentirebbero ancor più abbandonati». Ulmi sottolinea come in consiglio regionale la Lega stia «mettendo a punto un atto in cui suggeriremo delle alternative», soluzioni non definitive ma che «potrebbero rappresentare, almeno un argine alle difficoltà che si possono verificare nell’emergenza». Il consigliere leghista non rinuncia però alla stoccata politica: «Quello che ci sorprende di più dell’ordinanza – chiosa Ulmi – è come questa abbia colto impreparata la stessa maggioranza, visto che Giacomo Termine la critica da sindaco mascherando la propria giacchetta da segretario del Pd provinciale, ma anche in Regione il capogruppo democratico Ceccarelli ne è rimasto spiazzato, come se gli fosse calata dall’alto senza preavviso».

Forza Italia: «Siamo stupefatti»

«Stupefatti della decisione» di Giani, al quale chiedono un immediato dietrofront, si dicono i deputati toscani di Forza Italia Stefano Mugnai ed Elisabetta Ripani. «Scelta dannosa e controproducente», dicono, perché «i dati nazionali dimostrano infatti quanto il Covid-19 produca maggiori danni nelle Regioni dove non funzionano i servizi territoriali strutturati. Come sarà possibile frenare il virus o rendere i nostri ospedali e i nostri pronto soccorso meno affollati, se poi si adottano ordinanze come questa che tagliano i servizi sul territorio?».

MOTUS: «CITTADINI TURBATI»

E a proposito di territorio, dalla zona sud della Maremma si alza la voce dell’associazione orbetellana Motus (Movimento tutela salute), da sempre attentissima alla situazione della sanità locale e che «su sollecitazione dei cittadini della Costa D’Argento», scrive al presidente Giani invitandolo a «scongiurare» la decisione. «Questa soppressione del servizio guardia medica notturna – scrive Roberto Carini, portavoce del Motus – ha molto turbato la cittadinanza che percepisce sempre più la volontà delle istituzioni di continuare nella politica dei tagli alla sanità. Pur comprendendo le motivazioni di una eventuale carenza di organici, rappresentiamo la preoccupazione della popolazione della Costa D’Argento che vede in questa “politica dei tagli” una perniciosa ricaduta sui bisogni primari dei cittadini, primo tra i quali quello della sanità.

Dunque l’appello a trovare «una soluzione, per ovviare a questa ennesima depauperazione del diritto alla salute dei cittadini costituzionalmente previsto». E per evitare che – scoperta la guardia medica – le chiamate gravino sul 118, «che verrebbe così non distolto dalle chiamate di emergenza». —



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