Il Tirreno

Grosseto

protesta bipartisan  

Guardia medica Sindaci contro la sospensione del servizio notturno

Alfredo Faetti /
Guardia medica Sindaci contro la sospensione del servizio notturno

Da Sorano a Gavorrano, dal centrodestra al centrosinistra tutti uniti nel chiedere a Firenze di tornare sulla decisione  

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Dopo la protesta dei sindaci, arriva quelle delle forze politiche. È una levata di scudi trasversale, che va dai comunisti fino a Fratelli d’Italia passando per il centro e le civiche dei singoli municipi, questa volta riuniti nel chiedere alla Regione Toscana un passo indietro sull’ordinanza che prevede la sospensione del servizio notturno di guardia medica. Si tratta di una decisione che porterebbe i cittadini che ne hanno necessità da mezzanotte alle 8 di mattina a una mera consultazione telefonica.

Fabrizio Rossi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, prende spunto dalla denuncia lanciata via social dal sindaco di Sorano Pierandrea Vanni sul taglio all’ospedale di Pitigliano. La politica dei tagli, dice Rossi, questa volta comporterà «un ulteriore aggravio lavorativo per il personale del 118 che dovrà sobbarcarsi anche questo servizio, e il quale, da quando è scoppiata la pandemia, si trova a fronteggiare con gravoso impegno questa situazione sanitaria».

La questione torna quindi sulla necessità di mantenere i servizi sanitari esistenti, anche durante la lotta al Covid, che è poi la base per cui la Regione ha emesso l’ordinanza. «È doveroso cercare di mantenere tutti quei servizi di continuità assistenziale no-Covid della medicina di Pitigliano – conclude Rossi – che come denuncia il sindaco, potrebbero venire meno o mancare su quei territori».

A sostegno della denuncia di Vanni arriva anche il suo partito, l’Udc, per voce del vice coordinatore provinciale Gian Luigi Ferrara. «L’emergenza non giustifica la riduzione di un servizio di grande importanza quale è la guardia medica – dice – Né sembra opportuno caricare di ulteriori responsabilità il 118». Sulla stessa linea le forze politiche opposte: quelle della sinistra radicale. «Questo provvedimento – dice la Federazione grossetana di Sinistra italiana riferendosi all’ordinanza – rischia di comportare un grave danno. Il supporto di un medico di guardia a disposizione della comunità con mirati interventi assistenziali domiciliari – prosegue la nota – avrebbe potuto aiutare a contenere il numero degli accessi nei pronto soccorso, già in sofferenza a causa della pandemia e che, a causa dei lunghi tempi di attesa in spazi relativamente piccoli di persone con difese immunitarie indebolite e ancora senza diagnosi, rischiano di tramutarsi in ambienti ad alto rischio di contagio».

Oltre a Rossi, ecco un altro segretario regionale, quello del Partito Comunista Marco Barzanti: «La garanzia del servizio – dice – sarebbe erogata fino alle 24 e, successivamente si attiverebbero centrali telefoniche: tutto questo per “liberare” ore di servizio e renderle disponibili per essere utilizzate in orario diurno al fine di contribuire alla sorveglianza sanitaria, nonché alla attività ambulatoriale sui pazienti con sintomi simil-influenzali o ospitati in albergo sanitario».

Ma al di là delle segreterie, la preoccupazione circa l’ordinanza si respira sui territori. Il gruppo Bene Comune di Gavorrano, ad esempio, ha presentato un’interrogazione al sindaco Andrea Biondi per chiedere un’unità d’intenti in questa vicenda. «Al di là delle polemiche che oggi, in questa grave situazione, non vogliamo fare – dice il capogruppo Patrizia Scapin – chiediamo che non sia soppresso un servizio prezioso come la guardia medica notturna indispensabile in territori marginali e con tanta popolazione anziana». –

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