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Guardia medica sospesa la notte «Non ci stiamo»
Luca Giorgi, delegato alla sanità del Comune, tuona contro la scelta della Regione A farne le spese sarebbero soprattutto i centri più isolati
manciano
«Il taglio notturno delle guardie mediche è una scelta che penalizza le comunità più isolate». Sulla scomparsa delle guardie mediche notturne, Luca Giorgi, consigliere delegato alla sanità del Comune di Manciano esprime preoccupazione e contrarietà contro l’ordinanza regionale. «Apprendiamo con disappunto e forte preoccupazione l’intenzione della Regione Toscana di tagliare il servizio di guardia medica notturna, in riferimento alla possibilità di reperire risorse mediche per il contrasto al Covid-19. Da quando è arrivato questo virus – continua Giorgi – sembra che siano scomparse tutte le altre patologie ma sappiamo benissimo che non è così. In un comune come Manciano questo è un disservizio inaccettabile per tutta la cittadinanza. È proprio durante le ore notturne che il cittadino ha più bisogno di un consulto medico o di visita a domicilio».
Giorgi accende i riflettori sul fatto che il territorio mancianese è popolato prevalentemente da anziani che, dice: «sarebbero costretti così, nel cuore della notte, a spiegare via telefono un malore, una sensazione, una patologia, senza la possibilità di essere visitati. Oppure, ancor peggio, chiunque si senta male dovrà salire sulla propria auto, a proprio rischio e pericolo, e recarsi al pronto soccorso più vicino, oppure, aspettare un’ambulanza ordinaria, e non di emergenza, per farsi accompagnare in ospedale. Secondo l’ordinanza regionale numero 107 – continua Giorgi – il 118 dovrebbe sopperire al servizio notturno delle guardie mediche sottraendo risorse mediche, infermieristiche e dei volontari del soccorso, per provvedere ai servizi che venivano erogati naturalmente dalla guardia medica». Sulla stessa linea il sindaco di Manciano, Mirco Morini: «Questa scelta non è concepibile, soprattutto per un territorio con tante frazioni e una viabilità rurale che sfiora i 400 chilometri. Togliere la guardia medica nelle ore notturne significherebbe andare a intasare e a caricare di lavoro i Pronto soccorso. Sarebbe stato il caso di programmare l’assistenza sanitaria di prossimità». —
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