Il Tirreno

Grosseto

la sentenza 

Disegna svastiche all’Archivio poi si costituisce

F.G.
Disegna svastiche all’Archivio poi si costituisce

L’uomo si è presentato alla caserma dei carabinieri pochi giorni dopo: voleva togliersi il peso del gesto compiuto Pagherà 75 euro di multa

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Lo aveva fatto un po’ per noia, in punti dell’edificio che potevano essere accessibili soltanto ai dipendenti e che non avrebbero quindi attirato la curiosità dei visitatori. Per noia, appunto, aveva preso un lapis e aveva cominciato a disegnare tante piccole svastiche qua e là, senza farsi vedere da nessuno. Poi però, quel gesto fatto senza alcuna convinzione politica, senza vole inneggiare al nazismo, ma come se sul muro avesse scritto «Forza viola», ha cominciato a pesare sulla sua coscienza, tanto che l’uomo, 56 anni impiegato, ha deciso di presentarsi alla caserma dei carabinieri per confessare quanto avesse fatto pochi giorni prima.

I militari hanno raccolto l’auto denuncia dell’uomo, inviandola alla Procura che ha iscritto il suo nome nel registro degli indagati: il cinquantaseienne è stato accusato di danneggiamento. Il sostituto procuratore Arianna Ciavattini, dopo aver letto anche il verbale stilato dai carabinieri della compagnia di Grosseto, non ha ritenuto di dover procedere anche per il più grave reato di apologia del nazismo: l’uomo probabilmente nemmeno si rendeva conto di quanto avesse fatto. Voleva poi riparare a quell’errore commesso probabilmente per noia: oltre a presentarsi ai carabinieri, ha anche pagato l’imbiancatura dell’Archivio di Stato.

I disegni erano stati fatti all’inizio dello scorso marzo in posti che non potevano essere visti, anche sulle pareti dietro ad alcuni quadri.

L’uomo si è mostrato davvero pentito: assistito dall’avvocato Luigi Sartini, ha chiesto al giudice Sergio Compagnucci di patteggiare la pena. Al cinquantaseienne il giudice ha riconosciuto l’attenuante dell’avvenuto risarcimento, dopo che le pareti del palazzo erano state rimbiancate. L’uomo quindi se l’è cavata con il pagamento di una multa di 75 euro. Una sanzione che conferma quanto sostenuto dall’uomo: quel giorno aveva agito forse per noia e certamente non per apologia del nazismo, pensiero che pare non lo avesse mai sfiorato. —

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