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Poste di Braccagni, 450 firme per prolungare l’orario
grosseto
Ci sono 450 firme con cui – mediante una petizione – altrettanti cittadini di Braccagni e Montepescali chiedono a Poste Italiane che l’ufficio della frazione ricominci ad essere aperto al pubblico sei giorni su sette, ovvero secondo l’orario che era in vigore prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria da coronavirus. Petizione e “autografi” sono stati consegnati la scorsa settimana a Palazzo civico, con destinatario il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e con l’obiettivo manifesto di far sì che il primo cittadino di Grosseto faccia a sua volta pressing su Poste Italiane.
Il testo della petizione è breve e punta direttamente il bersaglio, motivando il perché della richiesta: «L’attuale orario di apertura di tre giorni settimanali, dalle 8, 20 alle 13, 45 – c’è scritto – crea notevoli disagi», come ad esempio «il formarsi di assembramenti di persone», il che non sarebbe l’ideale alle luce delle norme anti-contagio da coronavirus che prescrivono il distanziamento sociale, anche se in effetti l’attesa dei clienti è all’aperto; «un’estensione dell’orario di apertura – si legge ancora nel testo della petizione – potrebbe invece diluire l’accesso ai servizi dei clienti, riducendo assembramenti e tempi di attesa».
L’appello che parte da Braccagni e Montepescali non resta inascoltato: «Abbiamo ricevuto le richieste dei cittadini e sollecitato, con i mezzi a nostra disposizione – dice il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – una risposta da parte della direzione centrale di Poste Italiane. Con la filiale grossetana delle Poste, il Comune ha sempre avuto un rapporto di massima collaborazione, che continua tutt’ora: restiamo adesso in attesa della decisione della direzione centrale – aggiunge il sindaco – soprattutto alla luce delle ulteriori restrizioni legate all’entrata della Toscana in zona rossa, che sicuramente rendono la situazione ancor più delicata e complessa».
Anche Poste Italiane risponde ai residenti di Braccagni e Montepescali e fa sapere che la società «monitora settimanalmente la situazione degli uffici postali» e «l’obiettivo dell’azienda è quello di tornare alla situazione pre-Covid»; il problema è che domenica La Toscana ha fatto la sua entrata tra le regioni rosse per il rischio di contagio da Covid – come osserva anche il sindaco Vivarelli Colonna – e il percorso verso l’attesa per il ritorno al regime pre-pandemia potrebbe essere un po’ più lunga di quanto si potesse sperare appena qualche settimana fa.
Poste Italiana rammenta inoltre che l’azienda c’è per soddisfare eventuali esigenze o bisogni personali e particolari dei clienti con servizi e prodotti ad hoc; è sempre attivo, per esempio, il servizio di ritiro della pensione in collaborazione con l’Arma dei carabinieri, per cui un militare si reca all’ufficio postale, ritira la somma per il pensionato e gliela consegna a domicilio. —
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