Il Tirreno

Grosseto

Mancano operatori ma gli esami di abilitazione sono bloccati

francesca ferri
Mancano operatori ma gli esami di abilitazione sono bloccati

L’agenzia Aforisma forma ogni anno 40 persone nella sola Grosseto Il direttore: «Ne abbiamo 23 pronte al test finale ma è tutto sospeso» 

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il caso

francesca ferri

Oltre alle condizioni di salute dei positivi nelle rsa (residenze sanitarie assistenziali) – alcuni dei quali, fortunatamente, si stanno negativizzando – a preoccupare è anche il fatto che, tra isolamenti, quarantene e reclutamento da parte dell’Asl per l’abnorme necessità di queste figure negli ospedali, il personale cosiddetto adb (assistente di base) e oss (operatore sociosanitario), ovvero le due figure professionali che operano nelle rsa, comincia a scarseggiare.

In questo scenario già drammatico, con oltre cento positivi tra ospiti e personale, in otto delle venti rsa e asp (aziende per i servizi alla persona) sparse nei ventotto comuni (Semproniano, Pitigliano, Casale di Pari nel comune di Civitella Paganico, Orbetello, Roccastrada, Grosseto, Scarlino, Follonica), la situazione generale della pandemia fa scattare un corto circuito che ha del paradosso.

Proprio nel momento in cui servirebbe un’iniezione di nuovi assistenti nelle rsa, e quando solo a Grosseto sarebbero già pronti a sostenere l’esame di abilitazione in ventitré, l’inserimento della Toscana in zona rossa costringe a bloccare gli esami.

«Situazione complicata»

«La situazione in molte Rsa del territorio sta diventando evidentemente complicata – dice Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso – Società della salute –. I pazienti positivi sono stati isolati, secondo quanto previsto da protocolli, ma nelle situazioni in cui si sono registrati anche operatori positivi sta diventando difficile il reperimento di personale per fare le sostituzioni. Tutti i soggetti gestori, pubblici o privati, si sono mossi immediatamente ma è chiaro che, con l’emergenza in corso, infermieri e oss, gli operatori sociosanitari, sono per la maggior parte in prima linea. Nei prossimi giorni proseguirà l’attività di controllo e tracciamento e speriamo che, con le nuove restrizioni in vigore, il picco dei contagi scenda rapidamente. Adesso serve senso di responsabilità da parte di tutti».

La formazione di Aforisma

Dove reclutare, dunque, nuovi operatori? A Grosseto della formazione di queste figure professionali si occupa l’agenzia Aforisma, che ha sede in via Topazio 5.

«Per operare in una rsa la qualifica minima è quella di adb, assistente di base – spiega il direttore di Aforisma Piero Restante (nella foto qui a sinistra, Agenzia Bf–. La si consegue dopo un corso di formazione di 900 ore, circa dieci mesi di lezione, e un esame finale. Per operare all’interno dell’Asl serve invece la qualifica di oss, operatore sociosanitario, che si consegue con un corso di mille ore fatto dall’Asl. I nostri allievi che sono già adb possono ottenere la qualifica di oss con un percorso ridotto, sempre all’interno dell’Asl, di 420 ore».

Ciò non toglie che molti operatori di rsa siano anche oss. E che sia adb che oss possano lavorare nell’assistenza domiciliare. Le loro prestazioni vanno dal lavare la persona a imboccarla, vestirla, aiutarla ad alzarsi e così via. Non somministrano medicinali.

Di norma Aforisma forma una quarantina di adb all’anno a Grosseto, con due corsi (attivati a settembre-ottobre e a febbraio-marzo) e due sessioni di esame. Quest’anno altre cinquanta persone sono state formate anche a Pitigliano. E se in passato vi si dedicavano soprattutto donne in là con gli anni che cercavano un reinserimento professionale, adesso sono moltissimi anche i giovani e i maschi, per una professione molto richiesta.

lo scenario attuale

Ma ecco cosa sta accadendo in questo periodo di pandemia. «Chi ha una qualifica di oss – spiega Restante – normalmente partecipa a concorsi pubblici per entrare nella graduatoria dell’Asl. In questo contesto di pandemia, però, l’Asl ha bandito più concorsi. E dunque molti oss che lavoravano nelle rsa sono entrati nelle graduatorie Asl e sono stati rapidamente assunti. Questo, però, ha creato delle difficoltà per le cooperative che operano per le rsa e che si sono trovate con meno personale». Non solo.

Molti operatori delle rsa sono finiti in quarantena o in isolamento dopo che sono stati scoperti casi di Covid all’interno delle strutture dove prestano servizio. E il loro lavoro non è certo di quelli che si può fare in smartworking. Insomma, per ogni operatore allontanato da una rsa c’è subito bisogno di un rimpiazzo.

«Abbiamo quotidianamente richieste di personale da parte delle cooperative – spiega Restante –. Se in tempi normali la percentuale di occupabilità è del 90%, oggi la richiesta di questi profili è praticamente immediata».

esami bloccati

Il personale insomma non basta. E qui il carico da novanta. «Al momento – spiega Restante – abbiamo ventuno persone in formazione e ventitré che hanno finito il corso e che avrebbero dovuto sostenere l’esame il 17 dicembre. Ma poiché la Toscana è passata alla zona rossa, non solo sono sospesi i tirocini nelle strutture, e perciò i corsi subiscono un rallentamento, ma sono sospesi anche gli esami, che finora si svolgevano in presenza». Risultato: ventitré preziosissimi operatori praticamente pronti e altri ventuno in via di perfezionamento sono “parcheggiati”, in attesa di un regolamento regionale. —



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