Italia
Cinque per mille, La Farfalla vola al 1° posto E in duemila premiano la Fondazione Il Sole
Dalla Maremma all’Amiata sono un centinaio le associazioni di volontariato che i contribuenti hanno voluto sostenere
la solidarietà
giovanna mezzana
Non ce n’è bisogno perché chi sono e cosa fanno lo dimostrando quotidianamente, soprattutto adesso con la recrudescenza della pandemia da coronavirus, ma se volessimo una conferma ulteriore di quanto le radici del Terzo Settore siano ancorate al terreno sociale della Maremma basta dare un’occhiata alle destinazioni del 5 per mille. Sono tante, tantissime – quasi cento – le associazioni, le onlus, le organizzazioni di volontariato, le fondazioni di tutta la provincia di Grosseto a cui anche quest’anno i contribuenti hanno deciso di devolvere il 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche, ovvero dell’Irpef. I nomi dei beneficiari sono contenuti in un elenco di 1. 135 pagine – tutt’altro che agevole da consultare, tant’è che qualche realtà associativa potrebbe essere sfuggita dalla lista pubblicata a piè di pagina – a cui si accede da un link sul sito del ministero del lavoro e delle politiche sociali, www.lavoro.gov.it; accanto al nome dell’associazione, figura l’importo complessivo frutto del 5 per mille dell’Irpef di tutti i contribuenti che hanno scelto quella Odv, e che verrà bonificato sul conto corrente dell’associazione. Le cifre pubblicate nella tabella sono relative all’anno finanziario 2019, straordinariamente; il Terzo Settore, infatti, quest’anno avrebbe dovuto ricevere solo gli importi relativi al 2018 (c’è sempre uno scarto temporale di due annualità) ma – alla luce degli effetti devastanti della pandemia – il governo ha deciso di “liquidare” sia il 2018 (a primavera) che il 2019 (in autunno).
Guardiamo dunque ai primi posti della classifica per peso del beneficio ottenuto. Rispetto allo scorso anno, la Fondazione Il Sole e La Farfalla si scambiano le prime due posizioni: è l’associazione degli angeli delle cure palliative ad ottenere l’importo più elevato, più di 94mila euro (lo scorso anno la cifra superava quota 84mila euro); al secondo posto c’è la Fondazione Il Sole, che sostiene chi vive con disabilità gravi, con più di 81mila euro (lo scorso anno le era stato attribuito un importo superiore a 86mila euro). Al terzo posto, come un anno fa, compare l’Associazione per la solidarietà internazionale in Asia con sede ad Arcidosso, con quasi 65mila euro di contributi frutto del 5 per mille.
«L’importo che riceveremo dal 5 per mille ci aiuterà nella nostra missione quotidiana che, nonostante la pandemia, non si è mai fermata – nota Roberto Vittorio Martinelli, presidente de La Farfalla – Questo beneficio arriva in un momento particolarmente difficile: i mercatini solidali non si svolgono più, meno persone frequentano la sede, calano le donazioni che sono l’unica fonte di sostentamento della nostra associazione che offre servizi e ha 10 dipendenti»; e mentre diminuiscono le donazioni, aumentano le spese: «Con le nostre risorse abbiamo dovuto acquistare – aggiunge Martinelli – dispositivi di protezione per i nostri volontari (mascherine, visiere, camici) che stanno al fianco di persone già di per sé molto fragili. Con o senza il Covid, il nostro lavoro continua». E «Ci inorgoglisce – sottolinea Martinelli – il fatto che i nostri donatori siano tanti; nella stragrande maggioranza dei casi sono anche persone non facoltose e il fatto che pensino a noi ci fa ancora più piacere».
Ottimo anche il risultato ottenuto dalla Fondazione Il Sole, grazie alla grande generosità di più di duemila maremmani: «Dopo 13 anni nei quali siamo stati i più premiati dai contribuenti – dice il presidente Massimiliano Frascino – abbiamo ottenuto il secondo risultato nella graduatoria provinciale, in cui ha primeggiato la Farfalla alla quale faccio i nostri più vivi complimenti. È chiaro che non si tratta di una gara a chi arriva prima. La Fondazione Il Sole si occupa di disabilità psichiche, intellettive, relazionali e multi-disabilità, che statisticamente riguardano poco meno del 3% della popolazione italiana. È evidente che le persone che entrano a contatto con la piaga dolorosa del tumore, sono molte di più. Noi continueremo a puntare molto sul 5x1000 perché le risorse che ci porta sono determinanti per tenere in piedi le nostre attività, che coinvolgono quasi 80 persone disabili (pre Covid) e 23 operatori assunti a tempo indeterminato. Ed è un impegno che non si arresta nemmeno in questi giorni difficili». –
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