Sicurezza
Consigliera attaccata sul web: «Di italiano te non hai nulla»
Hannah Lesch, segretaria locale del Pd, denuncia il contenuto di un post: «Sentirsi offendere per la nazionalità fa male»
MANCIANO. Nella notte in cui gli Stati Uniti spalancano le porte della vicepresidenza a una donna di origini giamaicano-indo-americane, Kamala Harris, di qua dall’Atlantico, a Manciano, l’opinione di una consigliera comunale e segretaria di partito viene attaccata facendo leva sulla sua origine non italiana. Qualche “H” di troppo, rispetto agli standard della Crusca, nel nome e cognome di Hannah Lesch, consigliera comunale e segretaria del Pd di Manciano.
Nata a Monaco di Baviera, Lesch ha visto per la prima volta Montemerano quando aveva «due settimane», racconta. I genitori, babbo Helmut Lesch e mamma Sabine Csampai, ex sindaca di Monaco, prima donna ricoprire quel ruolo, si erano innamorati della zona e avevano comprato casa. Quando Hannah ha 8 anni la famiglia si trasferisce in pianta stabile. Hannah segue le scuole a Saturnia, studia in Italia, continua ad abitare qui e diventa membro attivo per la sua comunità. Suo babbo, scomparso nel 2007, riposa nel cimitero di Montemerano.
Eppure tutto ciò non è bastato. L’altra sera, quando l’America festeggiava la vittoria di Biden, Hannah ha condiviso su Facebook un post della Cnn che dava la notizia e ha commentato: «Grazie America!».
Si apre un breve dibattito sul senso di gioire, in Italia, per una cosa che avviene negli Usa. Qualche scambio di battute civili con alcuni interlocutori, poi arrivano quelle parole.
«Hannah Lesch, credo che sia più importante pensare ai problemi che abbiamo in Italia, sempre che tu sia italiana ma a nome e cognome ho qualche perplessità». Lo scrive un mancianese, volontario di un’associazione. Lesch gli risponde: «Il risultato delle elezioni americane influenza il futuro dell’Italia molto di più di qualsiasi opinione di leoni da tastiera come te». Controreplica: «Leone da tastiera sei te con le tue pubblicità del ca…o, te di italiano non hai una se…a. Mi fai ribrezzo con i tuoi post».
Parole che non cadono nel vuoto. Una valanga di solidarietà per Hannah e di condanna per i messaggi riferiti alla sua origine si rovescia sulla sua bacheca Facebook.
Intervengono il segretario del Pd provinciale Giacomo Termine, l’assessore regionale Leonardo Marras, la consigliera regionale Donatella Spadi. Scrive quest’ultima: «Le persone si valutano per i valori che esprimono e per ciò che fanno, per come si adoperano nella comunità e non per ciò che è scritto nel certificato di nascita». Un pensiero espresso anche da tantissimi cittadini: «Hannah vive in Italia da quando è piccola e noi ne siamo contenti. Punto e basta. La sua posizione politica non oscura la sua bellezza totale come persona e come donna».
L’autore dei post non si fa più vivo, mentre Lesch incassa la solidarietà. Poi risponde con un post dedicato, corredato da una foto che la ritrae con la mamma e la nipote e con la didascalia: «Tre generazioni sotto un’unica bandiera».
«Legittimare o delegittimare un’opinione politica in base alla provenienza nel 2020 è un atteggiamento deplorevole e da condannare – scrive –. Sì, sono nata a Monaco di Baviera e mi sento cittadina europea. Sono cresciuta in Italia e mi sento cittadina italiana. Vivo a Montemerano e mi sento orgogliosamente toscana. Questo territorio è stato scelto dai miei genitori come patria per la propria quinta figlia più di 20 anni fa. Io lo scelgo ogni giorno come casa perché lo apprezzo in tutte le sue sfumature e sono convinta che non ci sia posto più bello al mondo. Sentirsi offendere per la nazionalità e la provenienza è una cosa che fa male. Crea amarezza e delusione, in quanto il rispetto delle diversità è un valore universale per il quale io mi batterò sempre . Non sarà di certo uno stupido commento su Fb a fermare la forza della giustizia».
Al Tirreno aggiunge: «Non è la prima volta che questa persona mi attacca ma è la prima volta che rispondo. Quel riferimento alla nazionalità mi ha fatto davvero dispiacere. Mi ha fatto piacere, invece, ricevere tanti messaggi e telefonate di solidarietà, anche da parte di dipendenti comunali. Anche il consigliere Fiorenzo Dionisi mi ha scritto». Nessun cenno, fino a ieri sera, invece, dalla maggioranza.
Come finirà? «Non so se querelare sia il modo giusto per combattere queste cose – dice Lesch –. I presupposti ci sarebbero e ci sto riflettendo. Ma preferirei che passasse un messaggio di denuncia forte. Secondo me il mondo si cambia così, con le proprie battaglie politiche». Già finita, invece, secondo l’autore di quei post. «Per me questa polemica come è nata è chiusa lì – dice l’uomo contattato dal Tirreno –. Non me ne può fregare di meno. L’italiano è molto interpretabile...». Quanto al fatto che la consigliera si sia detta offesa, «Posso anche chiederle scusa – dice l’uomo – non me ne frega niente». —
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