Il Tirreno

Grosseto

«I nostri figli, la scuola, la quarantena»

Francesca Ferri
«I nostri figli, la scuola, la quarantena»

La testimonianza di una mamma sulle difficoltà incontrate dopo la scoperta di un caso nella classe del figlio

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Francesca Ferri / FOLLONICA

Le classi che finiscono in quarantena si moltiplicano. Ma cosa significa trovarsi con un caso di Covid in classe? Lo racconta la famiglia di uno studente dell’Isis di Follonica dove si sono verificati dei casi. Un racconto che fa capire quali siano le comprensibili paure delle famiglie per la salute, ma anche quali siano tempi e meccanismi della procedura.

«Che ci fosse una ragazzina positiva in classe di mio figlio era nell’aria – racconta una mamma, che chiede l’anonimato –. Lei stessa aveva accennato ai compagni che avrebbe fatto il tampone, perché la nonna era positiva».

La mattina del 21 ottobre, alle 11, la mamma riceve una telefonata dal figlio. «Ci mandano a casa, c’è un caso di Covid», le dice il ragazzo. «Lo abbiamo saputo così – dice la donna – senza alcuna comunicazione dalla scuola».

Lo studente e tutti i suoi compagni si chiudono in casa. Inizia la quarantena.

«La prima telefonata dall’Asl l’abbiamo ricevuta dopo un paio di giorni – dice la mamma –. Chiedevano come stesse mio figlio, se avesse sintomi. Fortunatamente non ne aveva. Solo il 27 ottobre mi è arrivata la lettera dall’Asl che informava che mio figlio doveva stare in quarantena e quale era la profilassi da seguire». Il 27, sei giorni dopo l’inizio della quarantena.

Da casa, la classe dovrebbe fare didattica a distanza. «In realtà – dice la mamma – i primi quattro giorni non hanno praticamente fatto lezione. I professori erano anche loro in quarantena e risultavano in malattia, così ci è stato detto. Solo l’insegnante di diritto non era tenuta alla quarantena, quindi faceva lezione».

Venerdì 30 l’Asl contatta la famiglia. «Ci hanno detto che l’indomani avrebbero fatto i tamponi ai ragazzi – dice ancora la mamma – e di presentarsi a digiuno e senza aver lavato i denti. Il prelievo è avvenuto in drive through a Follonica».

L’indomani su Facebook cominciano a fioccare post dei compagni. «Dicevano che erano negativi e ci siamo incuriositi – dice la mamma – Abbiamo chiesto da chi lo avessero saputo. Ci hanno detto che bisognava andare sulla piattaforma on line della Regione Toscana. Lì abbiamo visto che anche mio figlio era negativo». La gioia è immensa, il sollievo ancora di più.

Tutto bene? Sì, ma resta una strana sensazione di spaesamento. «Dalla scuola non abbiamo mai ricevuto una comunicazione. Abbiamo anche l’app dell’istituto, ma non ho avuto messaggi. Ci hanno chiesto solo il certificato medico, lunedì 2 novembre, per rientrare in classe». Tanto tribolare e poi un epilogo con un’appendice inattesa. Secondo il nuovo Dpcm, infatti, tutti gli studenti delle superiori sono di nuovo a casa. —



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