Il Tirreno

Grosseto

Comunicare le misure sanitarie non spetta ai presidi ma all’Asl

f.f.
Comunicare le misure sanitarie non spetta ai presidi ma all’Asl

Roberto Mugnai, segretario regionale del sindacato Dirigentiscuola fa chiarezza su alcuni punti sollevati dalle famiglie degli alunni 

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la risposta

«Perché la scuola non ci ha avvertiti? ». «Perché consentono di rientrare in classe senza tampone dopo quattordici giorni? ». «Perché i professori in quarantena non hanno fatto lezione in didattica a distanza mentre gli studenti, anche loro in quarantena, sì? ». In redazione sono arrivate diverse proteste dalle famiglie di alunni e studenti della provincia che si sono imbattuti nell’esperienza della quarantena.

Il nuovo Dpcm che interrompe la lezioni in aula e manda tutti a casa taglia la testa al toro. Per lo meno per i ragazzi delle superiori. Restano le esperienze di queste settimane, e restano, da qui in poi, i dubbi e le incertezze per i bambini delle elementari e per i ragazzini delle medie, che continueranno ad andare a scuola. Il Tirreno ha girato questi interrogativi al segretario regionale del sindacato Dirigenti scuola, il preside Roberto Mugnai.

Una delle lamentele dei genitori riguarda il fatto di non essere stati avvertiti dalla scuola.

«Non è la scuola che deve fare questa comunicazione – spiega Mugnai –. Come ribadito in tutti i documenti, tutte le comunicazioni di tipo medico, comprese le quarantene, sono in capo alla Asl. L’unico adempimento per le scuole è inviare all’Asl gli elenchi degli alunni, quando la Asl lo chieda».

Alcune scuole però avvisano.

«In relazione a un numero sempre più alto di casi, secondo un accordo bonario stipulato con l’ufficio scolastico e la prefettura, le scuole si sono rese disponibili, previa comunicazione dell’Asl, a inviare loro stesse ai genitori le comunicazioni dell’Asl. Questo per sollevare un po’ del lavoro di comunicazione all’Asl, che altrimenti sarebbe costretta, per ogni classe, a contattare ogni famiglia. Ovvio che questa disponibilità non deve diventare un boomerang per le scuole. Noi facciamo solo da tramite».

E la comunicazione di rientrare in classe?

«Anch’essa la dà la Asl. Il rientro dipende dal decorso medico. E non è la scuola che può fare questa valutazione».

Da Follonica segnalano che, durante una quarantena, gli insegnanti non hanno fatto lezione perché “in malattia”.

«In una prima fase la normativa non distingueva tra sospetto positivo e persona in quarantena. Poi è intervenuta una nota del ministero che ha chiarito che il docente in quarantena, ma senza sintomi, è tenuto a fare la didattica a distanza».

Preside, tanto lavoro e tanti sforzi per adeguare le scuole alle lezioni in presenza, e poi tutti a casa, con il nuovo Dpcm.

«Che dire. Preferisco un no comment». f.f.

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