Il presidio
Acqua alta e stagnante nel parcheggio interrato «Il sindaco ci aiuti»
Appello al Comune dei residenti di un condominio in via Tevere, la convenzione con il costruttore non è mai stata perfezionata Il sopralluogo della Municipale
GROSSETO
Tra via Tevere, via Adda e via Aquileia c’è un grande condominio di recente costruzione, realizzato una decina di anni fa, dove vivono 54 famiglie preoccupate per lo stato di degrado in cui versa l’area sotterranea sottostante ai garage condominiali, da due anni invasa da acqua piovana stagnante. Quest’area è tuttora di proprietà dell’impresa costruttrice perché la convenzione con il Comune di Grosseto non è mai stata perfezionata.
«Secondo il progetto originario – spiegano al Tirreno i residenti del palazzo che sorge su un’area di mille metri quadrati – se il Comune avesse preso in carico l’area lo avrebbe usato come parcheggio pubblico. La convenzione non è stata perfezionata e del resto non c’è un obbligo in questo senso. L’area continua ad essere di proprietà del costruttore che però non ha più fatto interventi di manutenzione e ripristino da due anni a questa parte».
Nella cronistoria della vicenda va infatti ricordato che nel gennaio del 2017 un incendio ha interessato questo ampio locale a cui si accede dal civico 87 di via Tevere e ha bruciato anche le pompe di sollevamento. «Fino ad allora – ricordano dal condominio – questo locale era accessibile a chiunque ed era diventato un rifugio per persone senza fissa dimora. Probabilmente l’incendio partì proprio da un fornello o da un braciere acceso per riscaldarsi». Per questo il costruttore decise di sbarrare l’ingresso agli estranei tanto è vero che dalla rampa che porta ai garage condominiali si vedono bene le pareti tirate su per impedire l’accesso.
Ma quello che spicca oggi è soprattutto l’acqua alta e stagnante che copre le fondamenta e ha già iniziato a provocare umidità di risalita in alcune pareti accanto ai portoni di ingresso delle scale che si trovano peraltro su un piano rialzato, a metri di distanza dall’acqua. «Nel 2018 è stato fatto un intervento di svuotamento – dice uno dei residenti del palazzo, carte alla mano – poi più nulla mentre l’acqua continua a salire ma questo è un palazzo, non è una palafitta. Ci sono condomini anziani che non dormono la notte perché hanno paura che venga giù tutto. L’acqua è già molto alta adesso: come faremo quando piove?». Le famiglie del condominio si sono rese disponibili a farsi carico della soluzione acquistando a loro spese le pompe di sollevamento e allacciandole alla rete elettrica condominiale. Una soluzione a costo zero per il costruttore che però doveva dare l’autorizzazione a intervenire sulla sua proprietà privata.
«Purtroppo non abbiamo avuto il permesso – dicono i residenti – e di fronte a questo diniego che riteniamo immotivato visto che ci saremmo fatti carico noi delle spese pensiamo che l’unica soluzione sia a questo punto un’ordinanza con cui il sindaco di Grosseto impone di svuotare l’area e fare la manutenzione».
La vicenda è nota al Comune: la Municipale ha effettuato un sopralluogo poco meno di un anno fa riscontrando come si legge dalla relazione di servizio «un ambiente malsano nonché di degrado che potrebbe comportare conseguenze da un punto di vista igienico (animali, zanzare, odori sgradevoli) e edilizio (problemi per fondamenta e intonaci)». Interpellato dal Tirreno, il Comune sta riesaminando il caso e si riserva di intervenire con una nota ufficiale nei prossimi giorni. — Sara Landi
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