«La nostra prof Bonelli per noi amiatini motore dell’ascensore sociale»
Dario Rosini, dirigente Asl, ricorda come lei abbia avviato tanti giovani verso professioni e ruoli sociali impensabili
castel del piano
Nella notte tra mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre è scomparsa, a Castel del Piano, la nostra collega Fiora Bonelli, giornalista collaboratrice del Tirreno, firma storica proprio di questa pagina, direttrice del Nuovo Corriere dell’Amiata ed ex professoressa di italiano e latino al liceo Fermi di Castel del Piano. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati in questi giorni.
Tra questi, quello di Dario Rosini, che è stato uno degli studenti di Fiora Bonelli al Liceo Scientifico di Castel del Piano, e che oggi è direttore del dipartimento Risorse umane della Asl sud est. Così Rosini ricorda la nostra compianta collaboratrice: «Ho visto in questi giorni, sugli organi di informazione, che è venuta mancare la professoressa Fiora Bonelli. È stata la mia insegnante di lettere al Liceo Scientifico di Castel del Piano. Tra i tanti meriti e le tante qualità che le sono state riconosciute, credo che ne vada evidenziata una in particolare: lei è stata il vero motore dell’ascensore sociale che ha portato molti giovani amiatini, spesso provenienti da famiglie umili in cui si alternava lo studio alla raccolta delle castagne, delle olive e dell’uva, verso traiettorie professionali, personali e sociali impensabili.
Lo ha fatto trasmettendoci amore per la conoscenza ma anche soprattutto dubbi e curiosità, indispensabili strumenti che ci siamo portati nella nostra cassetta degli attrezzi a giro per il mondo.
Ricordo in particolare quanto mi ha fatto apprezzare e amare la Divina Commedia. A questo riguardo, quando, dopo il Liceo, sono andato a Firenze all’università, mi sono trovato a frequentare un corso con il professor Roberto Torrigiani, illustre tributarista e appassionato cultore di Dante, il quale era uso accompagnare le sue lezioni di diritto tributario con pertinenti citazioni dantesche e azzeccatissimi riferimenti al capolavoro del Sommo poeta. Ebbene, quando si lanciava nei sottili parallelismi esistenti tra le sanzioni del codice tributario e le pene dell’Inferno dantesco, con commenti alla legge del contrappasso e alla giusta graduazione delle sanzioni io, amiatino tra fiorentini, mi accorgevo di essere uno dei pochi che, in quell’aula, riusciva a seguirlo in queste sue spiegazioni interessantissime. Alla fine del corso il compianto professore mi strinse la mano perché, come diceva lui a chi si lamentava di questa sua originale impostazione didattica: “Per un toscano, Dante è in programma per tutta la vita!”. Grazie professoressa». —
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