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Circoli Arci: «Lasciateci aperti Si può garantire la sicurezza»

Circoli Arci: «Lasciateci aperti Si può garantire la sicurezza»

La protesta dopo la sospensione delle attività culturali, sociali e ricreative «Il nostro ruolo è importante per la lotta alla povertà e il mutualismo»

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«Non possiamo accettare la sospensione delle attività culturali, sociali e ricreative, attività che è possibile svolgere in piena sicurezza». Il Comitato provinciale dell’Arci si esprime sulla chiusura delle attività sociali e culturali in cui rientrano anche i circoli dell’associazione. «Sin dall’inizio della pandemia – dicono dal comitato – nonostante le enormi difficoltà abbiamo agito in maniera responsabile, facendoci carico di azioni di solidarietà senza mai rinunciare a ciò in cui crediamo fortemente: il valore della socialità. In sicurezza. Adottando da subito tutti i protocolli a tutela dei singoli e della collettività».

Sono stati e sono mesi duri. «Siamo consapevoli – dicono dall’Arci – che l’emergenza epidemiologica non è terminata e che la salute è un bene primario ma ci troviamo davanti a provvedimenti non equi che penalizzano fortemente l’associazionismo diffuso. Già in questi mesi molte realtà associative non hanno retto all’impatto dell’emergenza; ora senza prevedere indennizzi come per altre categorie, per tantissimi circoli della nostra rete sarà difficile rialzarsi. Quasi impossibile».

Per questo l’Arci non ci sta e avanza alcune richieste. La prima: «Che venga riconosciuto il nostro ruolo e funzione sociale nel Paese di lotta alla povertà e alle disuguaglianze, solidarietà e mutualismo, promozione della cultura e della socialità». La seconda: «Che venga garantito fattivamente di poter continuare a svolgere questa funzione essenziale». E ancora: «Subito interventi consistenti sul piano delle risorse da allocare, ristori che ci consentano non solo di non chiudere definitivamente le nostre sedi, ma anche di continuare a promuovere quei servizi essenziali alle cittadine e ai cittadini che abbiamo fornito sinora. Spesso autofinanziandoci attraverso attività che oggi non ci è più consentito di svolgere. Non accetteremo mai la miopia di essere considerati marginali rispetto ad altri comparti». Infine: «Poter continuare a svolgere le nostre attività nel pieno rispetto delle regole anti-contagio» così come è consentito a tutte quelle attività che invece lo stesso Dpcm consente di svolgere a chi le promuove per fini commerciali.

L’Arci ha organizzato ieri in tutta Italia momenti di sensibilizzazione sotto l’insegna “Curiamo la socialità”. —

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