Le scuole di ballo si ribellano allo stop imposto
Domani in piazza a mare l’appuntamento con le società del golfo che organizzano una protesta silenziosa per opporsi alla chiusura
FOLLONICA
Fra le strutture interessate dalle misure emanate con l’ultimo Dpcm ci sono anche le scuole di danza, che seppur mai menzionate direttamente dal provvedimento del Presidente del Consiglio figurano a pieno titolo fra quelle costrette alla chiusura e quindi assimilate, ad esempio, alle palestre come spiegato anche dalle varie federazioni di danza che a livello centrale hanno confermato alle tante scuole sparse per il Paese l’obbligo di stop.
Il 30 ottobre in tutte le maggiori piazze d’Italia si terranno manifestazioni per la chiusura del settore dello spettacolo ed anche le scuole di Follonica aderiranno alla protesta pur scegliendo una strada diversa, evitando quindi di partecipare di persona alle iniziative più grandi in città estremamente a rischio come ad esempio Roma ma dimostrando “a casa” la propria contrarietà al provvedimento.
Il Centro Studi Danza Ascd, l’Asd Arabesque e Aire Flamenco della città del golfo organizzeranno quindi una piccola manifestazione nel pieno rispetto delle norme di sicurezza Covid domani in piazza a mare alle 16. «Sarà una manifestazione molto semplice e silenziosa nel rispetto di tutti, lo scopo – spiegano le responsabili dei due istituti, Cristina Riparbelli presidente del Centro Studi Danza e Giada Vannini dell’Arabesque – è quello di supportare le iniziative che stanno sorgendo per tutelare il settore dello spettacolo, cercando di fare comprendere che siamo una realtà importante da sostenere e che siamo amareggiati nel non essere considerati come attività necessarie. Pur rispettosi del momento critico che sta passando il nostro Paese e la nostra popolazione chiediamo ai nostri cari ragazzi e ragazze di essere solidali in modo che non si debba rinunciare alle nostre passioni e ai nostri sogni».
L’idea è quella di presentarsi tutti vestiti di nero e con le scarpette in mano, per far sentire la propria voce e per chiedere la riapertura delle strutture il più presto possibile. —
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