I ristoratori a Firenze: «Fateci lavorare»
Una delegazione grossetana in piazza. Ceccarelli (Fipe-Confcommercio): «Vanno tutelate anche le attività economiche»
grosseto
Anche una delegazione proveniente dalla provincia di Grosseto ha partecipato alla manifestazione pacifica organizzata ieri in piazza del Duomo a Firenze da Fipe-Confcommercio Toscana, la federazione dei pubblici esercizi, in contemporanea con altre città italiane.
La delegazione era composta da ristoratori al fianco del presidente territoriale della Fipe Confcommercio Danilo Ceccarelli e dei due vicepresidenti Ugo Quattrini e Sandro Giustarini.
«A fronte del nuovo decreto Ristori, dove si avvisa la possibilità di dare un risarcimento per i danni economici provocati dalle recenti misure imposte, noi chiediamo di poter lavorare – spiega Ceccarelli - La nostra attività è anche la nostra ragione di vita, nonché la fonte di sostentamento delle nostre famiglie e delle famiglie dei nostri numerosissimi dipendenti. L’obiettivo che ci poniamo con questa manifestazione è di chiedere la possibilità di rimanere aperti, assicurando il massimo impegno nel rispetto delle normative. Il vero problema da risolvere è ancora ovviamente la pandemia sul piano sanitario – continua il presidente della Fipe Grosseto – ma va fatto tutelando la vita delle attività produttive del nostro Paese. Riteniamo che se la logica da seguire per contenere i contagi è quella del distanziamento sociale, allora si dovrebbe intervenire su altri fronti, come sul sistema dei trasporti pubblici. I nostri pubblici esercizi si sono impegnati, in questi mesi, nel rispettare tutte le direttive indicate dal Governo, anche facendo degli investimenti. E ci chiediamo soprattutto perché se le nostre attività sono omologate per il pranzo, non lo debbano essere anche per la cena».
«Altro che “non essenziale”: il vostro è un settore nevralgico per la Toscana, il 15% della nostra ricchezza proviene da voi», ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha ribadito la volontà di autorizzare un prolungamento degli orari dei pubblici esercizi (come permette di fare la lettera ee) comma 9 dell’articolo 1 del Dpcm 24 ottobre 2020) nel caso che la curva dei contagi si abbassi. «Ne parleremo in consiglio regionale anche stasera, mi riservo di valutare l’andamento della curva epidemiologica nei prossimi dieci giorni». E il sindaco di Firenze Dario Nardella ha promesso agli imprenditori l’impegno dei «indaci italiani di «portare le vostre posizioni di fronte alle autorità governative». —
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