Coro non trasformato in onlus, Sandro Poli lascia la presidenza
Malumori nel consiglio direttivo per l’ingresso nel Terzo settore dopo la riforma Ora serve una nuova guida: «È stata una bella esperienza ma non mi ricandido»
massa marittima
La riforma del Terzo settore ha portato grande malumore all’interno del direttivo del Coro polifonico Minatori Santa Barbara e, dopo settimane di discussione, il presidente Sandro Poli ha deciso di terminare qui il suo mandato.
La scelta è stata comunicata nei giorni scorsi e adesso il Coro dovrà trovare una nuova guida.
Il mandato di Poli è arrivato al termine con l’approvazione del bilancio preventivo e il presidente non ha dato la sua disponibilità ad essere ricandidato. «Avevo lavorato con il consiglio direttivo affinché il Coro entrasse nel Terzo settore – spiega il presidente – ma alcuni lo hanno ritenuto inopportuno e quindi ho dovuto prendere questa decisione».
La scelta di Poli era quella di entrare a far parte del Terzo settore, quello dove rientrano, in generale, quegli enti che perseguono finalità solidaristiche o sociali senza scopo di lucro. Il prossimo 31 ottobre scadrà infatti il termine ultimo per adeguare gli statuti delle Onlus, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale. «La legge 117 del 2017 rimette in ordine il volontariato ed entro il 31 ottobre bisogna adeguarsi – spiega Poli – non si può rimanere così come siamo adesso se vogliamo continuare avere contributi pubblici e se vogliamo affiancare le amministrazioni comunali, non farlo significa essere tagliato fuori da molte cose fondamentali».
Poli avrebbe voluto che il Coro divenisse un’associazione di promozione sociale, perché, spiega, «questo è ciò che è stato consigliato dall’associazione Cori della Toscana». Una scelta abbracciata da molti e che anche Poli riteneva conveniente per il Coro massetano.
«La mia soluzione non ha però trovato pieno accoglimento – dice Poli – il cambiamento avrebbe portato alla possibilità di avere nuovi soci e c’era chi voleva che solo i cantori fossero i soci del Coro. Poi si è pensato che potesse andare bene anche avere nuovi altri soci a patto che non avessero diritto di voto, questo però non è possibile per legge». Diventare una Aps secondo Poli avrebbe però permesso al Coro di continuare a usufruire di comodati d’uso gratuiti e di varie altre agevolazioni che, altrimenti, non potrebbero esserci. «Per me questa è stata una bella esperienza dalla quale ho imparato molto ma non mi ricandido – conclude – non voglio fare forzature nel Coro e nemmeno stare fuori dall’ordinamento. Insomma, non voglio fare la mosca bianca». — giulia sili
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