Italia
Follonica, il mondo delle palestre si ribella al Decreto
Sit-in nella città del Golfo: scendono in piazza i gestori insieme ai dipendenti e ai clienti: «Per noi è il colpo di grazia»
FOLLONICA. Si sono ritrovati in strada, in via dell’Industria, nella zona artigianale di Follonica, per un sit-in organizzato di fronte alle loro attività costrette a chiudere.
A protestare per le scelte del Governo sono Gabriele Stefanelli della palestra Iron Club e Marco Vaccino della palestra Atlantide che ieri mattina si sono ritrovati insieme ai loro dipendenti e ai clienti per far sentire la loro voce.
Da lunedì tutte le palestre del Paese hanno chiuso di nuovo i cancelli, come indicato nel nuovo Dpcm emanato domenica scorsa. Una scelta che non va giù ai titolari delle attività che hanno scelto di protestare: «Sono qui in rappresentanza di un intero settore che si sente tradito e mortificato dalle scelte di questo Governo – ha detto Stefanelli – le palestre di fronte all’epidemia da Covid-19 non sono il problema, anzi, forse sono la soluzione. Oggi siamo qui a protestare contro una chiusura che riteniamo ingiusta e che avviene dopo una settimana di controlli fatti dalle autorità che hanno dimostrato come le palestre siano un luogo sicuro, dove si rispettano i protocolli».
Stefanelli spiega che in questi mesi i titolari delle attività hanno investito tempo e risorse per rendere l’ambiente della palestra il più sicuro possibile ma questo non è stato sufficiente. «Veniamo chiusi dopo che ci è stato dato un nuovo protocollo – prosegue Stefanelli – segno anche di come ci sia una mancanza di collegamento tra quelle che sono le scelte del Governo. Il nostro settore è ritenuto inutile, un suppellettile del quale fare a meno. Non è così: il nostro settore riguarda la saluta del cittadino».
Le due palestre che ieri mattina sono scese in strada per il sit-in hanno in totale circa 22 dipendenti e hanno molte spese da sostenere.
C’è poi il problema degli abbonamenti già pagati che dovrebbero essere rimborsati: «Ora come glielo spieghiamo ai clienti che hanno fatto gli abbonamenti trimestrali, semestrali o annuali che noi le tasse e le utenze le continuiamo a pagare? – ha detto Sara del Prete della palestra Atlantide – Chi glielo dice che non abbiamo i soldi da ridare? Questo è un altro problema e siamo noi che ci mettiamo la faccia, ci dispiace trovarci in questa situazione critica».
Gli indennizzi per questo settore non sono una soluzione perché, come dice Stefanelli, «le palestre vogliono campare del loro lavoro, non degli aiuti dello Stato».
Chiudere in questo periodo dell’anno è poi altamente rischioso perché questo è il momento di massimo rendimento per il settore. «Il mese di ottobre è fondamentale e colpirci adesso significa ucciderci – dice il titolare della Iron – Sarebbe l’equivalente di chiudere gli stabilimenti balneari ad agosto, ci sarebbe un’insurrezione. Questi per noi sono i mesi di lavoro più importanti, dove facciamo in media il 60% del nostro fatturato, non sono gli 800 euro che ha proposto il Governo a fare la differenza».
Il sit-in è stato organizzato in rappresentanza dell’associazione che riunisce tutte le palestre della città di Follonica per fare fronte comune contro una decisione che potrebbe significare per molti una chiusura definitiva. —
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