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L’Acquedotto del Fiora potrà realizzare il pozzo
Il Tar boccia il ricorso presentato da Andrea Ranieri: l’opera toglie terreno all’allevamento di bufale che aprirà a breve
scarlino
Presto nelle campagne di Scarlino pascoleranno le bufale della famiglia Ranieri, grazie al progetto integrato di filiera immaginato già da alcuni anni e adesso di prossima realizzazione. Ma sul terreno sul quale nascerà l’allevamento, l’Autorità idrica Toscana e l’Acquedotto del Fiora realizzeranno un pozzo: contro questa ipotesi, Andrea Ranieri, titolare della ditta Latteria Ranieri, ha presentato un ricorso al Tar. Ricorso che i giudici del tribunale amministrativo fiorentino hanno respinto, condannato l’imprenditore, assistito dall’avvocato Luciano Giorgi, al pagamento delle spese di lite liquidate in duemilacinquecento euro e in cinquemila euro complessivi per ciascuna parte costituita. Non si tratta però di un’opposizione alla realizzazione del pozzo tout court, ma al fatto che l’Acquedotto, per quel progetto, non avrebbe intenzione di pagare né l’indennità di esproprio del terreno, né quella per la servitù di passaggio e nemmeno quelle per il terreno che deve essere lasciato incolto, senza la possibilità di essere utilizzato come pascolo. Indennità di esproprio che - scrivono i giudici nella sentenza - «non appartiene alla Giurisdizione di questo Tribunale».
Tutto è nato intorno ad un pozzo. Il terreno che è stato acquistato in località Fonte al Bugno da Ranieri per mettere al pascolo le bufale è infatti ricco di acqua, tanto che l’Acquedotto nel 2018 ha notificato alla famiglia Ranieri l’intenzione di realizzare lì un pozzo idropotabile.
Per l’Acquedotto, infatti, quell’acqua potrebbe essere una valida alternativa alla risorsa proveniente dalle sorgenti del monte Amiata che attualmente veicolata attraverso la dorsale, con il vantaggio di poter soddisfare eventuali previsioni di espansione urbanistica.
L’intervento porterebbe quindi all’aumento della dotazione idrica per il centro abitato di Follonica e all’alimentazione del centro abitato di Scarlino Scalo in situazione d’emergenza. Il pozzo verrebbe realizzato nel terreno di proprietà di Flavio Zambelli adiacente a quello di Andrea Ranieri, e in locazione alla sorella di lui, titolare della società Fattoria Ranieri.
Per fare questo l’Autorità Idrica Toscana ha autorizzato l’Acquedotto del Fiora Spa ad avviare la procedura di esproprio di quella parte di terreno dove dovrà essere realizzato il pozzo. Ai Ranieri, verrebbero quindi a mancare alcuni ettari di terreno e all’Acquedotto dovrebbe inoltre essere garantita la servitù di passo pedonale e carraio. Terreno, questo, che verrebbe tolto dal progetto integrato di filiera con il quale Ranieri ha vinto una selezione indetta dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare per l’insediamento dei giovani in agricoltura. In questo modo, al pascolo mancherebbero 2 ettari di terreno.
Per i ricorrenti il pozzo avrebbe potuto pregiudicare l’attività della società. Ma secondo il Tar, la procedura seguita dall’Acquedotto del Fiora è stata corretta, respingendo così il ricorso: la questione economica però non è stata regolata dai giudici fiorentini. —
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