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Grosseto

la sentenza 

Tende a prezzi imbattibili «Ma si trattava di una truffa»

Francesca Gori
Tende a prezzi imbattibili «Ma si trattava di una truffa»

Artigiano condannato a due anni e 11 mesi: i clienti avevano pagato 14mila euro Aveva anche ordinato del materiale facendolo fatturare a un’altra azienda

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follonica

Quasi quindicimila euro era riuscito ad incassarli dai clienti che si erano rivolti a lui dopo aver visto la pubblicità della sua azienda su Internet, una cifra ancora più alta l’aveva fatta addebitare a un’altra azienda, che non aveva nulla a che fare con la sua, per acquistare materiale. Ma ben presto, i clienti che avevano pagato senza però vedersi montare la tenda o sistemare l’infisso, si sono rivolti alla procura, sporgendo querela e dando il via così al processo che si è chiuso con una sentenza di condanna, emessa dal giudice Giovanni Puliatti, che ora ha depositato le motivazioni.

Fabrizio Lorenzoni, maglianese di 49 anni difeso dall’avvocato Franco Ciullini, dovrà scontare due anni e 11 mesi oltre al pagamento delle spese di giudizio e alla liquidazione delle spese di costituzione di parte civile per due delle persone che lo avevano querelato, per 5.400 euro complessivamente.

Il procedimento per truffa e sostituzione dell’identità a carico del quarantanovenne era cominciato sei anni fa, quando l’uomo aveva cominciato a pubblicizzare su Internet la sua attività: la società della quale era il titolare, la Tecnotenda srl, installava infatti tende e infissi a prezzi vantaggiosissimi. Diverse persone quindi, avevano deciso di commissionare dei lavori all’uomo, ma una volta incassati gli anticipi, che Lorenzoni sosteneva dovessero servire per pagare il materiale per eseguire le opere, quelle installazioni non avvenivano mai, nonostante le proteste di chi aveva versato quelle cifre. In totale, l’uomo avrebbe incassato più di 14mila euro. Ma non solo: nello stesso arco di tempo, aveva anche ordinato del materiale per il montaggio delle tende fornendo però alla ditta che glielo aveva inviato i dati di un’altra impresa, che si era vista arrivare un conto di oltre tredicimila euro per del materiale che non aveva mai richiesto. E in un caso, per pagare una di queste forniture per più di milleseicento euro, aveva anche emesso due cambiali, ma sempre a nome dell’altro imprenditore, sostituendosi di fatto a lui. Il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva chiesto una condanna a due anni e 11 mesi, ritenuta congrua dal giudice.

Il difensore dell’uomo aveva chiesto l’assoluzione: l’imputato all’epoca dei fatti stava attraversando un periodo professionale difficile. Non voleva truffare nessuno: si sarebbe trattato soltanto di operazioni commerciali infelici. Tesi, questa, che però non ha convinto il giudice Puliatti. L’avvocato Ciullini presenterà appello.—

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